L'esonero di Thiago Motta e la reazione dei tifosi, ma non solo. Ne ha parlato Mirko Di Natale, giornalista di Tutto Juve, ad Area Napoli.
"Esonero di Thiago Motta? Tutti ci aspettavamo di più dal mister". Nell'ambiente Juventus, c'è delusione per quanto fatto dall'allenatore italo-brasiliano, ingaggiato in estate da Cristiano Giuntoli per riportare in alto la squadra bianconera. Il giornalista Mirko Di Natale, che segue da vicino la formazione piemontese per il portale TuttoJuve.com, ne ha parlato ai microfoni di AreaNapoli.it.
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"I tifosi della Juventus - ricorda Di Natale, ospite del canale YouTube della nostra redazione - avevano vissuto una realtà totalmente negativa con Allegri... Motta arrivava con le 'stimmate', in tanti erano convinti che fosse l'uomo giusto al posto giusto, dopo aver visto il gioco proposto a Bologna nella scorsa stagione. Tutti gli ex juventini, quando si parlava del post-Allegri, indicavano Motta come l'allenatore più adatto: era l'ideale per il progetto messo in piedi da Giuntoli. Oggi si parla di fallimento del progetto per i risultati ottenuti, ma l'idea era giusta. Non sono stati i risultati, però, a far decidere per l'esonero; ciò che è mancato è la gestione del gruppo. Se a Bologna, nonostante le sue spigolosità, era riuscito a gestire bene uno spogliatoio con meno ambizioni, a Torino ha vissuto tutto un altro clima: appena perdi una partita da allenatore della Juve, iniziano i primi mal di pancia e i primi malumori. Il tutto si è acuito nelle ultime due partite: la Juventus già navigava a vista dopo la sconfitta con l'Atalanta, ma la disfatta con la Fiorentina ha cambiato la situazione, nonostante le conferme di facciata. Il mister è capitato al momento giusto, ma le cose non sono andate come dovevano. Credo che Motta farà carriera e si toglierà altrove le soddisfazioni che non ha avuto a Torino".
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"Motta troppo esaltato per quanto fatto al Bologna? Non credo, perché ha portato in alto una squadra che stazionava nella parte medio-bassa della classifica e che, con lui, ha vissuto un anno magico. Non rinnego il lavoro di Thiago. Italiano ha costruito tanto, con un altro metodo e un'altra malleabilità, ma raccogliendo anche i frutti di quanto fatto da Motta l'anno scorso. E' un po' come l'avvicendamento che portò da Antonio Conte a Max Allegri a Torino. Simone Pepe mi ha sempre detto: 'Dopo Conte, avevamo bisogno di un Allegri, di qualcuno che riuscisse a riportare calma ed equilibrio'. Non perché non ce ne fosse, ma perché la squadra aveva dato ormai tutto e c'era bisogno di un metodo di lavoro differente, per arrivare alla vittoria. Il Bologna aveva bisogno di un cambio del genere ed è stato bravo l'ottimo Sartori a trovare dei sostituti che stanno rendendo anche meglio di chi c'era prima".
"Tudor potrebbe valorizzare gli acquisti di Giuntoli che non hanno brillato con Motta? Partiamo da un presupposto: Motta era la scommessa di Cristiano Giuntoli. Il direttore non aveva in mente nessun altro allenatore e in estate ha avviato contatti solo con lui, a differenza di ciò che ha fatto adesso: ha contattato Tudor e Mancini, stava lavorando su più tavoli. Lo scorso anno, non c'era un 'piano B' alternativo a Motta e forse proprio questo eccesso di sicurezza si è trasformato in qualcosa di negativo. Quando cambi tanti uomini sul mercato, hai per forza bisogno di un periodo di adattamento, ancor più se scegli un allenatore che fa un tipo di gioco completamente differente da quello passato. I tanti detrattori della Juventus, l'anno scorso, giudicavano negativamente la rosa e dicevano che, con quell'organico, fosse stato fatto un miracolo. Tanti ragazzi erano ritenuti non all'altezza e si è deciso di rifondare la squadra. Sono stati presi i giocatori giusti per l'idea dell'allenatore. Se prendi Motta, gli devi dare i calciatori adatti, altrimenti torniamo a dualismo Paratici-Allegri, con il direttore che sceglie i giocatori ed il mister che si limita ad allenarli, cosa che Max non ha mai voluto. Koopmeiners e Douglas Luiz erano acquisti visti positivamente. Dopo quella campagna acquisti faraonica, chi immaginava un esonero a marzo? Nessuno poteva pensare a qualcosa del genere".
"La Juventus ha scelto Motta perché doveva vincere entro tre anni. Si poteva andare più avanti in Champions, ma quello che non è andato proprio giù è l'eccessiva sicurezza di Motta, poi trasformatasi in presunzione, in rapporti spigolosi con i giocatori. Quando è stato preso, è stato detto: anche se non ha un curriculum vincente da allenatore, l'ha avuto da calciatore, ha vissuto i grandi spogliatoi. In realtà, si è dimostrato un neofita peggio di Pirlo, perché a livello di spogliatoio in un top club si è rivelato essere l'apprendista, il ragazzino della Primavera che si affacciava per la prima volta in un top club. Dispiace, perché credo che farà una grande carriera. Un po' come Luis Enrique dopo la Roma" è l'augurio di Mirko Di Natale.