Platini, Bove e l'Italia
Proprio l’altro giorno Michel Platini, suo ex compagno in bianconero, è stato definitivamente assolto. Qual è stato in tutti questi anni il suo pensiero sulla vicenda?
«Ho avuto la fortuna di giocare con un grande campione ma anche di conoscere una persona seria e perbene. Mai avuto dubbi sulla sua innocenza. É finito in mezzo a giochi politici per la corsa alla presidenza della Fifa e ha pagato a prescindere per via dei tempi lunghissimi della giustizia».
Il primo dicembre il centrocampista Bove della Fiorentina ha rischiato di morire per un problema cardiaco che per fortuna ha superato. A lei, il 30 dicembre del 1989, successe una situazione analoga, giocando nella Roma. Cosa si sente di dire a Bove?
«A lui è toccato da giovane, io ero già trentenne. Deve sentirsi di riprendere a giocare a calcio, ci sono i presupposti. Se le ultime e prossime indagini saranno positive mi auguro di rivederlo in campo. Magari non subito in Italia, anche se i regolamenti in parte sono cambiati, quindi all’estero. Mi sembra un ragazzo molto equilibrato con una famiglia ottima alle spalle. Gli auguro il meglio».
Cosa fa ora nel calcio?
«Ho un’Accademia di calcio giovanile a Vicenza dove vivo, con la famiglia, mio figlio Matteo del 2004, gioca centrocampista in Serie C nella Clodiense. Nella mia scuola arrivano ragazzi dai 10 a i 16 anni, si chiama “Il vero calcio”. Le società ci mandano i ragazzi perché crescano dal punto di vista tecnico. Bisogna tornare al calcio di strada, nei settori giovanili si insegna troppa tattica, trascurando le abilità dei singoli. A volte si prendono molti giovani all’estero perché sono meno tartassati dalla tattica e quindi sono più pronti a fare la differenza. Questo problema si paga poi anche a livello di Nazionali».
Rischiamo di saltare anche questo Mondiale?
«Ora non abbiamo fenomeni come Baggio, Totti e Del Piero. Speriamo di non andare incontro a brutte sorprese. Non sarà facile con la Norvegia dove giocano calciatori importanti come Haaland e Odeagaard».
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