Rispetto a Thiago Motta...
Se l’ormai ex allenatore bianconero amava passare attraverso una fitta ragnatela di passaggi (504 a 496, in media, ogni partita), il tecnico che farà il proprio esordio domani detiene invece un pensiero più verticale. Come racconta la statistica sui passaggi progressivi, ovvero quelli grazie ai quali ci si avvicina di almeno 10 metri alla porta avversaria: 43,3 a 40,3 in favore di Tudor, appunto. Che, abitualmente, chiede uno sforzo notevole ai propri giocatori in termini di aggressività, quando il possesso del pallone è nei piedi altrui: si spiega anche così, allora, il notevole divario negli intercetti (7,8 a 5,4), frutto anche del pressing portato per mandare in crisi la gestione avversaria della sfera.Un aspetto, quest’ultimo, sotto il quale è probabile iniziare a vedere qualche novità fin da domani, dal momento che si tratta di un aspetto tattico strettamente correlato a un’attitudine mentale.
Ovvero quella sulla quale Tudor può incidere maggiormente da subito, con discorsi collettivi cui già da giorni si stanno alternando colloqui individuali. Proprio per andare alla ricerca di quel “click” che possa far scattare l’interruttore nella testa dei giocatori. E, insieme, anche quello dei risultati, da impennare per puntare con decisione al quarto posto: l’unico, grande, obiettivo nel mirino da qui a fine maggio.
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