Mancini: "Per vincere servono calciatori forti"
Spazio ad una riflessione sul momento della Nazionale: "Abbiamo avuto decenni di giocatori incredibili, adesso è qualche anno che ce ne sono di meno. Troppi stranieri? Ai nostri tempi erano campioni e miglioravano i giovani, se si prendono stranieri che valgono poco meglio dare un'opportunità ai giovani italiani". Quindi sulle sue esperienze all'estero: "Ho lavorato in Inghilterra per quattro anni e arrivare a vincere facendo un buon percorso credo sia la cosa migliore. Il Manchester City mi chiese di vincere la Premier League dopo 5 anni, la vinsi dopo 3 e poi le cose migliorarono ancora. Gli allenatori italiani erano e sono ancora molto avanti, ma alla fine se hai giocatori forti vinci altrimenti no".
Mancini ricorda Vialli: "All'Europeo ha avuto un grande peso"
Mancini è tornato sull'Europeo vinto nel 2021, ricordando anche Gianluca Vialli:"La Nazionale per un allenatore è la cosa più importante, rappresenta l'apice della carriera oltre che un momento straordinario. L'Europeo vinto è stata una cosa incredibile, sapevamo che non eravamo i più forti ma non è stato solo quel mese lì, è stato un percorso durato 3 o 4 anni. Io lo dissi appena arrivato che bisognava vincerlo, piano piano hanno iniziato a crederci tutti. Vialli? Un leader vero, in tutti i sensi. Un uomo straordinario, simpaticissimo, allegro, intelligente, colto. Siamo stati insieme nella nostra età più bella, è stato un fratello e un uomo straordinario soprattutto in quel mese dell'Europeo dove aveva grande peso sulla testa dei giocatori". Infine sulle differenze tra essere allenatore e ct: "Un allenatore di club ha giocatori tutti i giorni, in nazionale non ci sono tanti momenti per stare insieme, bisogna essere in grado di capire quali possono essere i giocatori adatti. Mondiale prima a noi o all'Arabia? Spero lo vinca prima l'Italia. Noi abbiamo una cultura calcistica neanche paragonabile, viviamo di calcio da sempre".
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