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Lazio, mossa Baroni: Dia continua da centravanti

ROMA - Il centravanti che non c’è, la storia continua. Lo sventurato Taty, il colmo, è risorto e caduto tra Viktoria Plzen e Bologna. Noslin è un’ombra di centravanti. Tchaouna “9” è un falso ideologico e tattico. Entrambi non pervenuti. Baroni, dopo tentativi reiterati e disperati, vista la pochezza dell’olandese e del francese, s’è convinto ad avanzare Dia, l’unico vero centravanti della batteria. L’ha fatto a Bologna, nella partita dello sprofondo. Lo rifarà contro il Torino, nella partita dell’espiazione. Ha resistito finché ha potuto, preferendo Dia da trequartista, uomo-innesco del 4-2-3-1 e delle sue punte. Aspettando Taty, Baroni ha sperato nell’esplosione di Noslin e Tchaouna, mai avvenuta. Ora spera che Dia incarni il centravanti che non c’è. È rientrato ieri mattina dal Senegal, poche ore dopo è spuntato in campo a Formello. È stato piazzato nella squadra riserve, opposta a quella che aveva Noslin centravanti. L’olandese gli ha solo tenuto il posto in caldo, contro il Toro toccherà al senegalese.

Lazio, Dia centravanti per rompere il digiuno

Dia è a secco da sette partite, dal gol segnato al Napoli subentrando. Da allora colpi a salve contro Venezia, Milan, Udinese e Bologna in campionato, più l’Inter in Coppa Italia e il doppio scontro col Viktoria Plzen. A inizio marzo ha iniziato il Ramadan, il mese sacro della religione musulmana, finirà in questo week-end, prima di Lazio-Torino. Impone il digiuno dall’alba al tramonto, è un doppio sforzo per gli sportivi, impossibilitati a fermarsi. Neppure la pausa ha permesso a Dia di gestire gli impegni, è stato convocato dal Senegal, ha giocato la prima partita contro il Sudan (79’ in campo), poi è entrato nel finale con il Togo, due gare valide per le qualificazioni ai Mondiali. Ha altri due giorni di tempo per distendersi e ricaricarsi al tempo stesso. Senza Taty c’è bisogno di un uomo gol, si tratta principalmente di questo. Dia, dal suo arrivo, è stato utilizzato come jolly d’attacco, uomo di raccordo tra centrocampo e attaccanti. È stato d’aiuto a Castellanos, con lui s’è sentito più libero di attaccare la porta, meno solo, più responsabilizzato da bomber. Lo stesso Dia ha avuto vantaggi dalla presenza di Taty, centravanti di gioco e di sponda. Galleggiando alle sue spalle trovava gli spazi giusti per essere decisivo.

All'Olimpico 5 dei 7 gol segnati dal senegalese

La Lazio deve ritrovare se stessa e per ritrovarsi ha bisogno di riportare al top gli uomini chiave. Boulaye Dia ha segnato cinque dei sette gol totali in campionato all’Olimpico e ogni gol ha portato punti: sette. Una delle due reti segnate fuori è stata ammirata a Torino contro i granata all’andata. Era la sesta giornata, era la Lazio da vertigine, del doppio centravanti, elettrizava, segnava. Oggi è quella che non ti lascia tranquillo, prigioniera del centravanti e del gol fantasma.

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