L ’attaccante al centro. Dell’attacco, del progetto, del villaggio. Igor Tudor è allenatore di sostanza ben più che di filosofia. E, di conseguenza, bada al sodo. Bada al fatto che la punta segni, per esempio. Un esercizio che, tendenzialmente, non difetta alla bocca di fuoco che il croato pone come riferimento offensivo nelle sue squadre. Il passato insegna, e alla Continassa c’è già chi si sfrega le mani. La valorizzazione di Dusan Vlahovic, tanto per fare un nome, farebbe felici proprio tutti. Il serbo, ovviamente, i cui 90’ trascorsi in panchina a Firenze hanno rappresentato la cartolina più fedele dell’incrinato rapporto con Thiago Motta, soprattutto da quando è aumentata la concorrenza intorno a lui. E poi anche il club, che - alla luce della mancata intesa sul rinnovo del contratto, in scadenza nel 2026 - confida di trovare in estate un acquirente per lui. Certo, DV9 non ha mai perso l’istinto del gol e da quello Tudor - da sempre uno dei suoi massimi estimatori - intende ripartire. Ma il 25enne di Belgrado, ruolino di marcia alla mano, ha la necessità di una brusca inversione di tendenza: in stagione è a quota 14 centri, ma ne ha realizzati appena 2 nelle 17 partite disputate dalla Juventus nel 2025.
La media-gol piange
Il piatto piange, la media-gol anche. E non sono rose nemmeno per la concorrenza, che da gennaio risponde al nome di Randal Kolo Muani: i primi passi in bianconero erano stati esaltanti, al di sopra di ogni aspettativa per un attaccante che in carriera non ha mai segnato come un implacabile bomber, ma il francese ora è a digiuno da 8 partite. Che diventano addirittura 10 se si allarga il campo agli impegni internazionali a cui, nel frattempo, ha preso parte con la maglia della Francia. Le ultime due recite, di fronte ad Atalanta e Fiorentina, d’altronde, hanno messo al muro la Juventus di Thiago Motta: incapace di difendersi, con 7 reti incassate in 180’, ma anche incapace di trovare la via del gol.
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