Antonio Conte si è raccontato in un'intervista al quotidiano francese L'Equipe. L'attuale allenatore del Napoli ha ripercorso la sua prima stagione sulla panchia della Juventus quando, nel 2011/12, riuscì a conquistare lo scudetto con i bianconeri da imbattuto in Serie A. Un'impresa che potrebbe ripetere il Psg di Luis Enrique in Ligue 1, primo e con ancora zero sconfitte dopo 26 giornate.
Conte sulle motivazioni: "Sono i trofei che contano"
L'allenatore salentino ha parlato delle motivazioni che servono per arrivare ad un traguardo così importante: "Per noi (la Juve ndr)la motivazione delle ultime partite era quella conquistare il titolo. Per il Psg oggi è diverso, perché hanno già un grande vantaggio… Non penso che il Psg abbia mai raggiunto questa impresa nella sua storia. Una volta raggiunto l’obiettivo, ci può sempre essere un po' di relax psicologico e nelle ultime partite può esserci meno motivazione. Questo è il grande pericolo. Noi all’epoca non abbiamo avuto la possibilità di rilassarci, perché il Milan era lì, vicino a noi.
E poi il Psg, a differenza nostra, gioca la Champions League. C’è quest’altra competizione che che ti fa perdere energie e che occuperà logicamente i pensieri dei giocatori una volta vinto il titolo in Francia. È inevitabile che entrino in gioco altri obiettivi, che diventeranno la priorità. La cosa più importante per i giocatori resta quella di vincere i trofei. Dopo, essere imbattuto è bello e rimane nella storia, ma prima di tutto sono i trofei che contano. Per mantenere il livello necessario, hai bisogno di giocatori molto forti, non solo in termini di qualità tecnica, ma anche di personalità, il modo di approcciare al lavoro, la mentalità".
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