Il cambiamento più rivoluzionario che può fare Tudor è schierare i giocatori nel loro ruolo, così si diceva nei giorni scorsi. Era una battuta, ma ieri pomeriggio Yildiz ne è stato un esempio così lampante che ha, da solo, illuminato la partita. Finalmente libero, finalmente dieci. Non solo il gol, strepitoso per controllo e balistica, ma tutta la prestazione è stata degna della maglia che indossa, provando con continuità a ispirare la manovra offensiva, senza le incombenze da mediano che gli erano state inflitte da Thiago Motta. L’ex tecnico lo ha fatto, sì, giocare tantissimo, ma poche volte nel modo e con compiti giusti. Il logico Tudor è partito dalle basi: va dove ti porta il ruolo, innanzitutto.
Juve, l'atteggiamento giusto
E poi corsa, spirito aggressivo e gioco verticale: non è stata una Juventus così tanto differente da alcune viste quest’anno, ma comunque molto diversa dalle ultime tre o quattro e con l’atteggiamento giusto, cioè con quella cazzutaggine che sarebbe stata sufficiente a non farsi eliminare dalle riserve dell’Empoli in Coppa Italia o a non prenderne quattro dall’Atalanta e tre dalla Fiorentina. D’altronde non era lecito aspettarsi di più, dopo pochi giorni di allenamento, a meno di non credere che la squadra giocasse contro Thiago Motta (cosa che non ha mai fatto).
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