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Il Bologna di Italiano come il Bologna di Motta e meglio della Juventus: ora deciderà Scudetto e corsa Champions

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* Simone Gervasio

* 11 minuti fa

**Può un fulmine colpire due volte lo stesso posto?** Ebbene sì e lo sanno benissimo a **Bologna** dove, a un’annata che sembrava **irripetibile** e aveva riportato i rossoblù in **Europa**, è seguita un’altra altrettanto **positiva** e che, anzi, promette di restare ancor di più nei libri di storia del club.

**DA MOTTA A ITALIANO –** Nel 2023/24, guidato da **Thiago Motta**, il Bologna aveva creato un’alchimia magica che aveva portato **Zirkzee, Calafiori e compagni al quinto posto in Serie A**, l’ultimo valido per la qualificazione in **Champions League** che mancava da **sessant’anni**. Nell’annata successiva, dopo essere arrivato alla Juventus tra squilli di trombe, Motta è stato **esonerato** dai bianconeri mentre il timone dei rossoblù è passato a Vincenzo **Italiano**. E con l’ex Fiorentina al comando i risultati sono pressoché **identici**, anzi, con parecchi fattori che spingono la bilancia proprio verso il nativo di Karlsruhe. Con quella di Venezia, la sua squadra ha sfondato quota **3000 punti** nella storia nella Serie A a girone unico e centrato la **quinta vittoria consecutiva**, un traguardo questo tagliato per la seconda volta nelle ultime due stagioni (Motta ne fece addirittura sei tra febbraio e marzo 2024). Nelle precedenti 52 stagioni era successo due volte. Insomma una totale inversione di tendenza, un glitch nella storia di questo club che, dopo anni di purgatorio, è tornato a vedere il paradiso.

**LA PIÙ BELLA –** Frutto certo del lavoro dei due allenatori ma anche di una **società** strutturata alla perfezione, capace, attenta e previdente. Da **Saputo** fino a **Sartori** e **Di Vaio**, passando per **Fenucci**, gli uomini giusti al posto giusto al momento giusto e nel contesto giusto. Si spiegano così i **56 punti in 30 gare frutto di 15 vittorie, 11 pari e solo 4 ko** – meglio hanno fatto solo Inter e Juventus in quanto a sconfitte – con **50 goal fatti e 34 subiti**. E i numeri non rendono merito del tutto a una squadra che sa lottare, chiudersi e vincere da grande ma sa soprattutto dispiegarsi in tutta la sua **bellezza**, giocare un calcio **spettacolare**, uno **tra i migliori, se non il migliore, che si veda attualmente in Serie A**, come confermato dal picco raggiunto nel **pokerissimo** alla Lazio prima della sosta. È stata ed è un’altra stagione da primati. Lo è stata quando, **dopo 20 partite, il Bologna ha toccato quota 33 punti, record della storia del club**, uno in più rispetto alla passata stagione. E potrà esserlo ancor di più in questo rush finale.

**DECISIVA –** Il Bologna è **quarto**, davanti alla Juventus passata ora a **Tudor**, e, anche se ha un punto in meno dei **57** che aveva in questo momento 12 mesi fa, avanza sempre più una candidatura al **quarto posto**. **Il quinto, centrato nella scorsa annata, infatti non basta più per la Champions.** Serve fare meglio della squadra di Motta che pure nelle 5 successive, a questo punto del torneo, aveva raccolto solo 7 punti, prima di finire la stagione a 68 punti. Si può fare, nonostante **un calendario che ora però va in salita** manco fosse a San Luca. Le prossime uscite? **Napoli**, in casa dell'**Atalanta**, **Inter** e poi, strada facendo, **Juventus** e in casa del **Milan**. **La squadra di Italiano sarà il vero arbitro del campionato**, essendo l’unica delle grandi a sfidare tutte e tre le prime della classe, e **deciderà presumibilmente anche la sorte della corsa per il quarto posto** che vale la Champions, una lotta serrata e piena di scontri diretti.

**SOGNO COPPA –** Ma non è tutto perché i rossoblù intermezzeranno queste gare di Serie A con un altro **appuntamento con la storia, le semifinali di Coppa Italia con l'Empoli,** raggiunte dopo **26 anni,** e con l’obiettivo **finale** che manca dal **1974**. Italiano poi ha un conto in sospeso con la coppa dove ha centrato tre semifinali, una finale e i quarti con lo Spezia. C’è da mettere anche questo grande percorso in conto nell’analisi della stagione della truppa di Italiano e c’è da combinarlo con **quello in Champions League**, un impegno inedito e che ha portato via fatica fisica e mentale. Lì – come d’altronde anche in campionato – l’approccio non è stato buono. Erano i mesi di adattamento, quelli in cui giocatori e nuovo allenatore si annusavano per comprendersi. **Il Bologna aveva iniziato male** (si veda un brutto 3 a 0 a Napoli), aveva messo assieme **3 pareggi nelle prime 4 di A e 4 ko nelle prime 5 di Champion**s, poi, piano piano, la svolta, fino a innestare le marce più alte nel 2025. Il tutto con una **squadra ben diversa** da quella che aveva fatto il primo miracolo mesi prima.

**MERCATO –** Oltre a Thiago Motta, questo Bologna ha salutato **Calafiori, Zirkzee, Saelemaekers** e poi a gennaio **Posch, Urbanski e Karlsson.** Al loro posto sono arrivati **Dallinga, Cambiaghi, Holm, Erlic, Dominguez, Casale, Miranda, Pobega, Pedrola e Calabria** a gennaio. Cambiati gli uomini, cambiata la filosofia, non i risultati. I veri colpi Italiano ha saputo scovarli già in rosa, elevandone prestazioni e livello. **Ndoye** arrivava da un gol fatto, oggi è a 7; **Odgaard** è stato inventato trequartista e in questo ruolo è ormai uno dei migliori del campionato; **Orsolini**, snobbato dal ct **Spalletti**, ha toccato quota 11 goal in Serie A ed è diventato il giocatore italiano che ha realizzato più gol nelle ultime tre stagioni di campionato (32 dal 22/23). Una crescita generale per una squadra ormai **matura** che, probabilmente, avesse iniziato la Champions League un paio di mesi dopo, avrebbe fatto più strada. “Nei prossimi anni il Bologna in Europa avrà **meno timore e più sfrontatezza**”, aveva detto Italiano dopo l’eliminazione.

**LA SVOLTA –** La svolta decisiva, si diceva, dopo il ko di Parma di febbraio, l’ultimo passo falso. Da lì sono arrivate queste **5 vittorie filate con Milan, Cagliari, Verona, Lazio e Venezia:** alcune spettacolari come contro i biancocelesti o i rossoneri, altre tirate, sporche, striminzite, da grande squadra. E in stagione le occasioni per festeggiare non erano già mancate come per gli scalpi **dell'Atalanta**, eliminata dalla Coppa Italia, del **Borussia Dortmund**, battuto in Champions League, e il pareggio 2-2 con **l'Inter**, tutte occasioni, come d’altronde le prime sconfitte europee, per fare esperienza, diventare più forti, più consapevoli dei propri mezzi. E le stagioni dei singoli lo confermano. **Skorupski** si sta mettendo in mostra su livelli mai toccati, **Beukema** e **Lucumi** sono diventati delle certezze come il mancino educato di **Miranda**, arma tattica che sforna assist su assist, alla pari del collega di ruolo **Lykogiannis**. In mezzo al campo il ritrovato **Ferguson**, l'arrembante **Fabbian** e **Freuler**, l'inamovibile. E in avanti l’imbarazzo della scelta tra **Odgaard**, **Castro**, già in doppia cifra, **Ndoye** che la sfiora con 7 reti, frutto di un lavoro personalizzato per lo svizzero che troppe volte veniva a mancare nel capitalizzare le occasioni da goal, la stella **Orsolini**, la stellina **Dominguez** e un **Cambiaghi** tirato a nuovo dopo l’infortunio.

**I NUMERI –** Anche i numeri testimoniano le possibilità di questa squadra. **Il Bologna ha perso ben 17 punti da situazioni di vantaggio,** soprattutto nella prima parte di stagione, **è tra le squadre migliori nei cinque campionati top d’Europa per tiri in porta presi nello specchio e per tiri presi in totale.** È tra quelle che concedono **meno passaggi riusciti agli avversari** nella prima costruzione del loro gioco e, in Italia, tra **quelle con più possesso palla.** **Diverte** il Bologna ma riesce allo stesso tempo ad essere **pratica**. Gioca un calcio **verticale**, difende in avanti, esalta gli esterni d’attacco e il gioco sulle **fasce**, **pressa** molto alto ed è, come detto dal suo stesso allenatore, una squadra “**aggressiva con i forti**”. Italiano ne è l’artefice, bravo com’è stato nel limare alcuni suoi **difetti** e nel trovare una rapida e solida **sintonia** con i suoi giocatori. Di lui ora parlano tutti benissimo. Da Saputo – che nel frattempo di Bologna è diventato cittadino onorario – che si è detto **fortunato** ad averlo trovato, che ne ha lodato i **valori** ad Orsolini che l’ha ribattezzato **“il migliore allenatore in Italia”** e sottolineato come per lui si butterebbe nel fuoco. Un apprezzamento generale che ha spinto l’ex Fiorentina, legato al club rossoblù fino al **2026**, a dirsi fin da subito disponibile a **rinnovare** ancora l’impegno con quella che, quando stava per prendere, era **“la panca più bollente dell’universo”.**

**LE PROSPETTIVE –** Nel post Venezia, Italiano ha rimarcato come ora il calendario si metta in salita. “Sarà **difficilissimo**, giocheremo contro le prime della classe. Siamo contenti della grande cavalcata, la classifica è bella e ce la godiamo”. Il bello arriverà adesso. Saputo ha sottolineato come l’obiettivo sarà ancora **entrare in Europa**, qualunque essa sia. D’altronde è lo stesso che, appena insediatosi, chiese 10 anni per l’Europa: detto, fatto. Confermarsi con le migliori squadre della Serie A sarà la prossima **missione** per quella che in tanti, per il calcio proposto in campo e la lungimiranza dietro alle scrivanie, già hanno etichettato come **la nuova Atalanta.** Le prossime settimane – e i prossimi anni poi – ci diranno di che pasta è fatto il Bologna e il suo allenatore. Lo stesso che a Trapani andava ripetendo **“Nessun limite, solo orizzonti”** come suo mantra. Sono passati gli anni ma in Sicilia come in Emilia non c’è miglior motto che tenga per lui e la sua nuova creatura.

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