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Tonali confessa: "Al Milan speravo di non giocare. Fu de Ligt a tentarmi con la Juve"

Cadere e rialzarsi, ammettere soprattutto di aver sbagliato e poi ancora avere la forza di reagire, esorcizzando i fantasmi del passato. Sandro Tonali si racconta ancora una volta e lo fa ripercorrendo il momento più difficile della sua vita: dai primi anni al Brescia all'arrivo al Milan, la sua squadra del cuore, fino al caso calcioscommesse e al crollo psicologico da cui è riuscito poi a rinascere. Nella lunga intervista concessa a Cronache di Spogliatoio confessa di aver sperato, in alcune partite, di non essere chiamato per scendere in campo e di quanto sia stato vicino a vestire le maglie di Inter e Juventus.

Tonali al Milan: troppi soldi e zero obiettivi

"Quando mi ha comprato il Milan, arrivavo dall'ultimo anno di Brescia dove avevo un contratto da 200mila euro- ha detto il centrocampista della Nazionale*-. Ho fatto un'estate dove non sapevo mai con chi avrei firmato, fino agli ultimi cinque giorni veramente non sapevo in che squadra sarei andato. Alla fine mi sono ritrovato al Milan, che è la squadra per cui ho sempre tifato da bambino, con un contratto da circa due milioni e mezzo di euro. Mi sono detto di avercela fatta, mi chiedevo cosa ci fosse più di così. Ero un ragazzino di vent'anni che era a Milano con la fidanzata e guadagnava un sacco di soldi. Giocavo nella sua squadra del cuore, non avevo più obiettivi nella mia vita. E ho avuto difficoltà perché questi ragionamenti e pensieri che facevo fuori dal campo poi si rispecchiavano in campo. Mi sono ritrovato a fare i preliminari di Europa League, Europa League, Coppa Italia, Serie A: ero stravolto ed ero in difficoltà per le tante partite. Non ero abituato. 'ho subita molto. Delle volte, in quella stagione, preferivo non giocare, quindi questo fa capire che momento vivevo. La mattina andavo al campo e mi chiedevo il perché. Con lo psicologo ho lavorato per due settimane sul ritrovare questi stimoli, perché a volte non volevo neppure andare. Se oggi non gioco una partita, la mia ragazza lo sa, è un delirio! A fine stagione ci siamo qualificati in Champions e mi sono detto che avrei dovuto iniziare a giocare. Avevo fatto 37 partite, ma mai nessuna che facesse dire 'C***o, che partita che ha fatto Tonali!'. Poi dal secondo anno è cambiato un po' tutto. Non volevo lasciare il Milan. Quella cosa lì mi pesava molto".* Le strade però poi si divisero nel 2023 con le sirene della Premier League e il contratto quinquiennale del Newcastle, con uno stipendio da circa 64 milioni di euro che lo reso il giocatore italiano più costoso di sempre, battendo il record stabilito da Jorginho nel 2018 al Chelsea.

Juve e Inter, le tentazioni di Tonali

Prima però di scegliere il club rossonero, Tonali incontrò Matthijs de Ligt che lo tentò parlandogli della Juve in campo e non solo: "Erano i giorni in cui stavo trattando con il Milan. Eravamo in Sardegna io, Andrea Cistana ed Ernesto Torregrossa, il gruppo Brescia insomma. In un ristorante abbiamo incontrato Matthijs de Ligt. Era l’anno in cui avevamo giocato contro in Serie A, l’anno del Covid e ci eravamo fermati a parlare dopo una partita. Lui mi ha parlato benissimo della Juventus, da giocatore mi ha consigliato di farci un pensiero. C’erano in ballo Milan, Inter e Juve per tutta l’estate. E quindi chiunque mi diceva: ‘Vieni all’Inter, vieni al Milan, vieni alla Juve’".

Infine sulla squalifica di 18 mesi a causa delle scommesse:"So che ho sbagliato, so che ho pagato, so che ho lavorato per essere un uomo migliore. Ma all’inizio, nei primi 5-6 mesi, quando non avevo ancora capito il mio errore, la mia testa mi diceva: ‘Sandro, non hai sbagliato’. Era quello il pericolo. Se non fai il mio stesso tipo di percorso, se non perdi niente, è difficile che tu capisca l’errore. Nella mia situazione è stato un po’ diverso: lo stipendio non me lo ha tolto nessuno, il mio lavoro lo avevano solo bloccato. Come fai a dire: ‘Sì, per un anno vado 4 volte a settimana dallo psicologo anche se non è obbligatorio anziché restare a casa’?"

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