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Le dieci mosse di Tudor che hanno cambiato la Juve in tre giorni

5) La difesa a tre

La Juve ha tenuto un baricentro molto più basso, creando un fortino a protezione di Di Gregorio. Kelly e Veiga hanno mostrato qualche lacuna, Gatti (e il suo sostituto Kalulu) sono stati invece più solidi, ma in generale i singoli difensori non si sono mai trovati uno contro uno con gli avversari in campo aperto. Il primo tiro in porta del Genoa è arrivato all’83’, da circa 35 metri.

6) Addio possesso

Motta ha chiuso la sua parentesi con il 60% di possesso medio e con 545 passaggi a gara. La Juve di Tudor si è accontentata di 418 passaggi, lasciando l’iniziativa al Genoa (49% a 51%). In attacco, quando recuperava la palla, preferiva affondare anziché palleggiare. Sempre con l’obiettivo di evitare il riposizionamento degli uomini di Vieira.

7) L’aggressività

Detto del pressing, c’è un altro numero che impressiona: l’ultima Juve aveva ingaggiato 21 duelli aerei (38% di successo), 15 contrasti e intercettato 2 palloni, la prima di Tudor ha chiuso con 40 duelli (vinti il 60%), 29 contrasti (83% riusciti) e 6 palloni intercettati. A Roma, domenica prossima, capiremo se è stato solo il fuoco sacro della novità ad animare questi propositi.

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