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Veiga playmaker, Douglas Luiz rigenerabile: le novità della Juve di Tudor

Juve, Tudor riparte dalla difesa a tre

Un sistema che va sostenuto da massima intensità e dinamismo continuo nella fase difensiva per evitare sbandamenti pericolosi: contro il Genoa i bianconeri hanno corso qualche rischio, specialmente a centrocampo, ma in fin dei conti l’unica grande occasione da rete dei rossoblù è arrivata su un’imbucata di Pinamonti. Tudor e il suo staff, da oggi, continueranno a lavorare sulla difesa a 3 che non ha avuto scossoni nemmeno quando Gatti ha dovuto lasciare il campo all’improvviso per infortunio: Kalulu ha dimostrato di poter rendere anche da “braccetto”. Anzi l’ex milanista, con la sua velocità e anche con la personalità nel guidare il reparto, può diventare un punto fermo: così a rischiare, quando rientrerà Gatti, potrebbe essere Kelly, che tuttavia ha il vantaggio del piede mancino, dato che Tudor preferisce inserire ogni giocatore nel proprio ruolo naturale, evitando esperimenti. L’inglese ha alternato interventi convincenti a qualche incertezza: va rivisto, così come Veiga che però al centro è al momento il titolare designato perché abile nell’impostazione. Aspettando Bremer, che confida di rientrare in tempo per il Mondiale per Club, il playmaker difensivo è il portoghese, con una alternativa possibile ma al momento ancora teorica: Locatelli arretrato. Per vedere il capitano juventino in difesa serve prima che Tudor recuperi i centrocampisti: la miglior versione di Koopmeiners, che può agire anche nella mediana a due, e l’infortunato Douglas Luiz, finora oggetto misterioso, però tra i più “rigenerabili” dalla cura del nuovo allenatore bianconero.

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