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Ranieri può battere un record contro la Juve: mai successo in carriera

Avete presente l’episodio in cui Spiderman si trova obbligato a sfidare se stesso? Ecco, il supereroe Ranieri è pronto a vivere la stessa sensazione sul pianeta Terra: alla panchina numero 1.333 in carriera, domenica sera può battere il suo record di vittorie consecutive da allenatore in Serie A. Altre due volte era salito fino a sette, una anche con la Roma nel fantastico campionato 2009/10 concluso con lo scudetto sfiorato, ma mai è riuscito a scalare l’ottava vetta. Ci riproverà contro la Juventus, una delle pochissime società dalle quali si è separato traumaticamente: venne esonerato a due giornate dalla fine nel 2009 - lo sostituì il novizio Ciro Ferrara - quando era terzo in classifica e quindi ben avviato verso la qualificazione diretta alla Champions League, all’epoca riservata a tre squadre italiane.

Ranieri e qualla voglia di rivincita: tutti i numeri

Ma non c’è alcuna brama di rivincita nei pensieri di Ranieri, che in questo momento ha altre priorità: terminato il ciclo delle partite “facili”, completato con un ammirevole percorso netto, la Roma si cala nella realtà degli scontri diretti che ne decideranno il destino. Nelle ultime otto giornate dovrà affrontare la Juventus, appunto domenica, poi Lazio, Inter, Fiorentina, Atalanta e Milan. Il lato positivo? Per cinque volte si esibirà all’Olimpico, compreso il derby che da calendario è ospitato dalla Lazio. E potrà dedicarsi a un impegno per volta, uno a settimana. Il lato negativo? Anche dopo la taumaturgica svolta tecnica, la Roma ha dimostrato di soffrire le grandi avversarie: nella serie di 14 risultati utili i tre pareggi sono capitati, guarda caso, contro Milan, Bologna e Napoli; nelle coppe Ranieri è stato eliminato quando il livello è salito, dal Milan e dall’Athletic. Inoltre senza il faro Dybala sarà difficile tenere il passo degli ultimi tre mesi e magari recuperare posizioni su chi sta davanti.

Roma, il confronto con De Rossi e le chance Champions

Ma Ranieri ha riacceso la lampadina dei sogni, mortificati da una gestione scellerata di dirigenti, allenatori e giocatori nella prima parte della stagione. Ed è già molto scoprirsi a 52 punti dopo 30 giornate, esattamente dove era De Rossi lo scorso anno dopo la sua appassionante rincorsa da tecnico subentrato. La speranza dei tifosi della Roma è che stavolta la squadra riesca a conquistare più di 11 punti da qui alla fine, per superare il limite dei 63 che sono stati la sentenza immutabile degli ultimi tre campionati, quando però le magnifiche distrazioni internazionali hanno sottratto energie e attenzione alle faccende domestiche. Agganciare un posto in Champions League resta complicatissimo, con 4 punti da recuperare al Bologna oggi quarto. Ma Ranieri ha chiesto al suo gruppo di non guardare troppo lontano: una vittoria contro la Juventus, davanti a uno stadio già sold out da qualche giorno, varrebbe l’aggancio in classifica ai rivali con il vantaggio eventuale dello scontro diretto favorevole. Sarebbe una scarica di autostima supplementare nella settimana che conduce verso il derby, al quale la Lazio si presenterà tre giorni dopo aver giocato sul campo sintetico di Bodø. Puntare al massimo significa proteggere il minimo: per come si era messa la stagione a dicembre, qualunque piazzamento europeo verrebbe applaudito rumorosamente anche dai Friedkin, che pretendono ricavi copiosi per poter sopportare i gangli Uefa e investire sul nuovo corso.

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