“Ha immesso nel club 15 milioni e dato disponibilità per arrivare a 110. Un tecnicismo contabile che ha un sottotesto molto più forte: la Juventus non è in vendita”
Tuttosport teme la cessione della Juventus ma il “tecnicismo contabile” da 15 milioni immessi da Elkann rassicura
Db Roma 15/05/2024 - finale Coppa Italia / Atalanta-Juventus / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: John Elkann
Ieri all’evento “Merger & Acquisition Summit 2025″ è intervenuto Marco Samaja, amministratore delegato della parte italiana della banca d’affari internazionale Lazard, a proposito delle mosse del fondo saudita Pif. Tuttosport, dopo le parole di Samaja, teme per la sorti della Juventus ma la nuova liquidità immessa da Elkann rassicura l’ambiente.
I 15 milioni immessi da Elkann rassicurano l’ambiente Juventus
Scrive Tuttosport:
“«Pif ha comprato il Newcastle ma non è una squadra con cui puoi esercitare quel soft power che i sauditi intendono esercitare attraverso lo sport. I sauditi cambiano molto velocemente i loro punti di vista, in questo momento sono più focalizzati per far sì che ogni partnership abbia un ritorno sul territorio. Visti i rapporti tra il nostro governo e quello saudita non escluderei che un domani Pif possa tornare a guardare squadre come Inter, Milan o Juventus». Il sasso è stato lanciato da Marco Samaja, amministratore delegato della parte italiana della banca d’affari internazionale Lazard nel corso dell’incontro “Merger & Acquisition Summit 2025“.
“La cessione della Juventus a Pif non sembra, almeno in questo momento, una prospettiva realistica. Proprio la scorsa settimana, John Elkann ha immesso nel club 15 milioni e dato disponibilità per arrivare a 110. Si è trattato di un tecnicismo contabile per mettere in sicurezza il patrimonio netto in un momento di incertezza sui risultati, ma la mossa ha un sottotesto molto più forte: la Juventus non è in vendita“.
L’esonero di Motta l’ha pagato Elkann
Come prevedibile, John Elkann arriva in soccorso della Juventus e mette soldi freschi nelle casse del club. Proprio per questo motivo l’esonero di Motta doveva essere rimandato a inizio aprile, dopo la partita con il Genoa. Poi il cambio di rotta improvviso del club, l’esonero costato 15 milioni e la necessità di liquidità. La Gazzetta dello Sport scrive:
“Quindici milioni subito per la Juve. Dopo non aver nominato la Juventus nella lettera agli azionisti di Exor, l’azionista di maggioranza, John Elkann, ha deciso di intervenire con un rafforzamento patrimoniale di 15 milioni di euro nel club bianconero, alla luce dei risultati di questo primo trimestre dell’anno, dell’esonero di Thiago Motta e dei possibili scenari relativi alla prossima stagione“.
Nella nota diffusa dalla Juventus si precisa, inoltre, che il “rafforzamento patrimoniale potrà essere incrementato fino a un massimo di 110 milioni”, rispetto ai quali Exor si impegnerà per la sua quota (pari al 65%)”.
In pratica l’esonero di Motta l’ha pagato Elkann (o la Exxor).
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