Operazione recupero. Igor Tudor è in missione: lo sbarco in Champions League passa dalle vittorie, certo, dal superare gli ostacoli degli scontri diretti disseminati nel calendario ma anche dal rilancio dei campioni in difficoltà. La prima mossa del tecnico croato è stata rimettere Vlahovic al centro della Juve e la prova con il Genoa ha lasciato intendere che Dusan è proiettato verso l’uscita del tunnel in cui è finito da inizio anno, dopo la rottura con Thiago Motta. Il prossimo step riguarderà Koopmeiners, il re dello scorso mercato estivo che finora ha deluso. «Va recuperato» ha sintetizzato il nuovo allenatore consapevole delle difficoltà dell’olandese, rimasto in pratica l’unico a non ricevere una scossa dal cambio in panchina. La nota dolente della vittoria sul Grifone è stata proprio Teun che, al contrario della squadra, non ha beneficiato della svolta, non evidenziando una reazione neppure con il 3-4-2-1 di atalantina memoria scelto da Tudor come sistema di gioco e non invertendo il trend della sua piatta stagione. Non certo una buona notizia per il tecnico che deve ottenere tutto - leggi il quarto posto - subito, ovvero nello spazio delle prossime otto giornate.
Tudor prova a rigenerare Koopmeiners
Ecco allora la scelta del piano di rigenerazione perché «è un giocatore forte e va recuperato con il lavoro». L’obiettivo è far tornare Koopmeiners alla versione RoboKoop vista all’Atalanta nello spazio di due-tre settimane, per avere il giocatore pronto per il rush finale della stagione, in pratica per l’ultimo mese e mezzo di stagione italiana prima del mondiale per club. Teun seguirà un programma personalizzato per ritrovare innanzitutto la migliore condizione fisica, effettuando un richiamo ad hoc di preparazione così da riacquistare forza e brillantezza. La logica conseguenza è che, già da domenica all’Olimpico contro la Roma, il numero 8 partirà dalla panchina: disponibile, certo, magari per una porzione di gara, ma la maglia da titolare per un posto sulla trequarti andrà a uno tra Nico Gonzalez, Conceiçao o Kolo Muani. Si andrà avanti così verosimilmente anche con Lecce e Parma, con l’auspicio di avere di nuovo l’olandese tirato a lucido per fine aprile-inizio maggio. Rigenerato dal punto di vista fisico e mentale. Le cose sono strettamente collegate perché la testa fa “muovere” le gambe: Koop ha vissuto mesi decisamente complicati, con il nodo irrisolto della sua collocazione tattica - è stato impiegato da trequartista, da centrocampista davanti alla difesa, da mezzala e, in emergenza anche da finto centravanti ma sempre senza risultati adeguati - e prove non all’altezza della sua classe nonostante la fiducia incondizionata assicuratagli da Thiago Motta prima e Tudor all’esordio con il Genoa.
Koopmeiners, i pesanti fischi dei tifosi
I fischi pesanti dello Stadium delle ultime settimane non l’hanno certo aiutato a migliorare le cose e quindi anche la serenità è venuta meno, in una spirale di difficoltà che si sono progressivamente accentuate, in linea con il trend mantenuto dalla Juve. Adesso il tecnico croato proverà a rimetterlo al centro della Juve, con lavoro e fiducia. Koop è pur sempre l’acquisto più costoso della scorsa estate ed è necessario ritrovarlo al suo livello per poter guardare al futuro.
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