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Elkann, doppia mossa Juve: bonus Champions da 65 milioni e non solo

TORINO - Il facilitatore bianconero. Si potrebbe etichettare così John Elkann per queste ultime due mosse dirette e indirette legate al pianeta Juventus. L’amministratore delegato di Exor, infatti, pesata la delicatezza del momento che sta attraversando la società juventina, peraltro alle prese con la sfida più importante dell’anno - la qualificazione alla prossima Champions League -, ha provveduto all’iniezione di liquidità di 15 milioni di euro con possibile allargamento a 110 per poi far sì che Gedi consentisse a Maurizio Scanavino di concentrarsi solo sulla Juventus. L’amministratore delegato bianconero, infatti, lascia il gruppo editoriale, come comunicato sul sito dalla stessa Gedi. “Il Consiglio di Amministrazione di Gedi Gruppo Editoriale riunitosi in data odierna ha nominato Paolo Ceretti consigliere di amministrazione e presidente della società, in sostituzione di Maurizio Scanavino, che lascia Gedi per concentrarsi sui suoi impegni in Juventus. Un sentito ringraziamento a Maurizio Scanavino per la proficua collaborazione e per l’impegno speso nelle molteplici realtà del gruppo guidando la trasformazione di Gedi in una media company digitale e innovativa”.

Le parole di Scanavino

Queste le parole di Scanavino in merito: «Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine ai colleghi, ai consiglieri e alla proprietà per il sostegno, la fiducia e l’amicizia che ho ricevuto durante tanti anni di lavoro. È stato un onore e un privilegio lavorare in questa società: ai colleghi e a Gedi auguro il meglio per il futuro». Dunque a partire da oggi l’auto di Maurizio Scanavino si dirigerà solo verso l’ufficio della Continassa, dove l’amministratore delegato avrà la possibilità di concentrare la propria energia e attenzione esclusivamente sulle attività della Juventus. Del resto quando gli venne richiesto a gennaio del 2023 di ricoprire la carica di ad della Juventus per guidare la nuova governance, dopo le dimissioni del cda precedente con Andrea Agnelli in testa, John era perfettamente conscio della gravosità della mission, ma la grande fiducia che aveva e ha nelle capacità di Scanavino, definito “grandissimo lavoratore” da chi lo conosce molto bene, lo spinse verso questa soluzione. Una scelta presa in un momento emergenziale, visto che la rivoluzione bianconera venne innescata da un fattore esterno, ovvero l’inchiesta Prisma della giustizia ordinaria, peraltro condotta da magistrati poi ritenuti territorialmente “non competenti” (il tutto è dovuto passare da Torino a Roma!).

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