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Getty Images
Pjanic: "Alla Juventus ho vinto di più, ma la maglia della Roma la sentivo"
items-center text-gray2 flex text-sm gap-1.5"> Gianluca Minchiotti
17 minuti fa
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Miralem Pjanic, ex centrocampista di Roma e Juventus, parla a pochi giorni dal match che vedrà di fronte le sue ex squadre, impegnate domenica sera all'Olimpico. Intervistato da Il Tempo, il centrocampista bosniaco classe 1990, attualmente al CSKA Mosca, racconta: "Ho pianto quando sono andato via da Roma perché mi ero innamorato della piazza, sono stati 5 anni meravigliosi ma purtroppo non ho potuto vincere qualcosa come sognavo. Farlo lì sarebbe stato straordinario, un peccato aver incontrato una Juventus troppo forte. Oggi con quella squadra avremmo potuto vincere lo scudetto. A Torino ho vinto di più ma la maglia della Roma la sentivo, ho amato la piazza, i derby, tutto. È una città che ti fa sentire speciale, in pochi altri posti si avverte l’amore per il calcio con la gente che spinge".
Pjanic aggiunge: "In questo momento la Roma ha più stabilità, senza dubbio. La Juventus ha cambiato allenatore dato che i risultati erano sotto le aspettative. Per valori pensavo già ad inizio stagione che i giallorossi dovessero stare nella posizione attuale, è stata troppo indietro finché non è arrivato Ranieri".
Su Roma-Juve: chi arriva meglio a questa gara?
"In questo momento la Roma ha più stabilità, senza dubbio. La Juve ha cambiato allenatore dato che i risultati erano sotto le aspettative. Negli ultimi anni, quando c’ero io ma anche prima, si lottava sempre per vincere lo Scudetto mentre quest’anno nonostante le tante spese sul mercato che avevano fatto pensare al club di poter competere, qualcosa è andato storto. Alcune scelte sono andate contro il dna Juve ma ora è tornata una persona che conosce bene il mondo juventino e sa bene come funziona il club e come gestire alcune dinamiche. La Roma per valori pensavo già da inizio stagione che dovesse essere nella posizione attuale, è stata troppo indietro finché non è arrivato Ranieri. Il grande errore è stato quello di mandare via De Rossi, era troppo presto e la squadra ha subito uno choc".
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