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Juventus, come sono gli allenamenti di Tudor? Individuali, verticali e... addio al possesso, le differenze con Motta

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Juventus, come sono gli allenamenti di Tudor? Individuali, verticali e... addio al possesso, le differenze con Motta

items-center text-gray2 flex text-sm gap-1.5"> Cristiano Corbo

17 minuti fa

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Da "non c'è più riposo" a "stare zitti e lavorare". C'è sempre una narrazione particolare attorno agli allenamenti della Juventus, e il modo in cui Igor Tudor si è immerso nel cuore della questione bianconera fa riflettere e dà spiegazioni pure sul passato. Per capirci: sapete cos'è stato il primo piano attuato dal tecnico croato? Riprendere, e tanto, la squadra dal punto di vista della corsa e dell'atletismo. Tudor ha infatti trovato un gruppo affaticato da una stagione che non ha semplicemente precedenti. Si è giocato tanto, ci si è mossi tantissimo, e la mancanza di risultati ha accentuato la fatica.

IL NUOVO PIANO - Oggi seduta al mattino, ieri invece doppia: mattina e pomeriggio, prima della cena di squadra. Insomma: non si dica che non ci sia impegno. E l'impegno c'era pure con Thiago Motta, su questo nessuno ha dubbi. Il tecnico italo-brasiliano ha forse pagato l'intransigenza con il gruppo, non di certo la metodologia di lavoro. E pure il neo allenatore ha abbracciato alcune situazioni, di fatto ereditate. Una? I chilometri corsi sono più o meno gli stessi. Ma se Thiago si metteva a bordocampo, e poi al centro, per Igor non c'è altra soluzione: sta addosso ai suoi ragazzi, fischietto al collo e richiesta costante di intensità.

INDIVIDUALI - Nei primi 10 giorni dell'era Tudor, le sedute e le pretese dai giocatori sono state praticamente le stesse. Da mercoledì scorso, Tudor ha iniziato a lavorare con il gruppo al completo e prima ancora aveva agito singolarmente secondo le proprie idee. Ed è qui che si può rimarcare la grande differenza rispetto al passato: si lavora tanto dal punto di vista individuale, perché più di qualche giocatore ha cambiato ruolo, con tanto di nuove indicazioni. Un esempio? Nico Gonzalez. Ciò che vuole Igor, come deve farlo, la possibilità di incidere pure qualche metro più tardi: sono tutte robe da assimilare.

GIOCARE AVANTI - Così, dopo le parti naturalmente atletiche e parecchio lavoro tattico - specialmente sui nuovi concetti -, è scomparsa ad esempio l'esercitazione sul possesso ed è comparso qualche esercizio nettamente più dinamico. Uno e due, ma sempre ad andare avanti, sempre a trovare la traccia in verticale. E' l'esercitazione più volte testata dalla Juventus del gigante di Spalato, che è tornato a Torino per una missione complicata e allo stesso tempo intrigante: cambiare in corsa un'idea per portarla al successo. Ci riuscirà? Intanto, l'impatto si è notato. E parecchio.

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