Il percorso dell’Italia verso **Euro 2032**, gli europei da organizzare in condivisione con la Turchia, sconta il ritardo degli stadi italiani rispetto a quelli esteri. Il gruppo istituito dalla Figc, con la presenza di Michele Uva come rappresentante Uefa, ha terminato giovedì gli incontri in programma a luglio con le 11 città candidate. Torino si conferma in vantaggio: l’Allianz Stadium è l’unico già conforme agli standard Uefa, seppur troppo piccolo per poter ospitare la finale. Anche Firenze e Roma sono ben posizionate, con progetti concreti e in fase avanzata.
**Milano è l’incognita più pesante**: San Siro è stato bocciato nell’incontro del 17 luglio, soprattutto da Inter e Milan che puntano a demolirlo per costruire uno nuovo, ma è da verificare - anche viste le ultime di cronaca - che facciano in tempo. L'esclusione del capoluogo lombardo sembra impensabile, ma le incognite sono tante.
**Bologna rincorre Firenze nel derby degli Appenini**, mentre Napoli resta indietro per la mancanza di un’intesa tra De Laurentiis e il Comune partenopeo. Verona, Bari e Genova sono fuori (Verona anche ufficialmente). Cagliari avanza grazie a un progetto ai limiti dei criteri previsti dalla lunga lista fornita dalla Uefa, ma comunque molto ben considerato. Palermo sorprende: l’incontro è stato giudicato estremamente positivo in FIGC e il City Football Group garantisce solidità economica, ma serve una lunga concessione pubblica. Udine, fuori dai giochi per ora, può rientrare come jolly in caso di emergenza. **La deadline è fissata al 31 luglio 2026**: la Figc dovrà presentare alla Uefa un elenco di cinque città, in vista della decisione di ottobre.