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Tudor, l'arte del riciclo e la Juve che non deve dar via un gatto per un cane

È insensato cercare di spremere qualcosa di sensato dalla partitella di ieri. Ritmi bassini, zero pubblico, carichi di lavoro pesanti. Ma il ritorno di Gleison Bremer ha un peso specifico mostruoso nella costruzione della nuova Juventus. Vero, gli serve ancora tempo (in partita e in allenamento), ma il centrale brasiliano si candida a essere il migliore acquisto dell’estate juventina. Il che impone una riflessione sul mercato bianconero che, allo stato attuale, vede l’innesto di un ottimo centravanti, Jonathan David, e di un discreto esterno, Joao Mario. Pochino se si pensa alla distanza da Inter e Napoli, ma la situazione è nota anche ai sassi: la zavorra dei riscatti obbligati (e che senza obblighi sarebbero stati meno della metà) ha impiombato le possibilità di spesa e le cessioni difficilissime (vendere chi è reduce da una pessima stagione è complesso) bloccano i nuovi ingressi. Non è una bella situazione e questo lascia Tudor un passo indietro rispetto a Conte e Chivu.

Il riciclo di Tudor: con Bremer ci si lecca le dita e con Koopmeiners...

Ma la lezione della scorsa estate, quando venne tentato un rischioso “all in” finito malissimo già prima della fine della stagione, suggerisce prudenza. No, alla Juve non possono esistere le stagioni di transizione, ma non si possono neanche negare le circostanze nelle quali si sta muovendo la nuova dirigenza, che - se non altro - sta assumendo una postura più rigida rispetto a calciatori e procuratori. A Tudor, quindi, resta la nobile e dimenticata arte del riciclo, che nel calcio significa usare quelli che si ha. Poi, nel caso di Bremer ci si lecca le dita, in quello di Koopmeiners ci si fa il segno della croce sperando che torni il giocatore che era all’Atalanta due stagioni fa. D’altra parte, in una situazione economica ballerina, il rischio è che - come diceva un vecchio dirigente della Juve - si dia via un gatto per poi prendere un cane (e continuava: a quel punto mi tengo il gatto che almeno lo conosco e lui conosce me). La Juve ha estremamente bisogno di un salto di qualità, quindi dell’innesto di paio di campioni veri, non ha bisogno di altre mezze figure. Di quelle ne ha in abbondanza e Tudor dovrà reimpastarle, in attesa di gente da Juve.

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