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Sancho spazientito: perché la Juve ha tutto ma non affonda. Kolo, è il momento

TORINO - C’è un vento nuovo che soffia tra le linee pulite di Herzogenaurach, dove la Juventus ha piantato le tende, all’ombra delle strutture avveniristiche di Adidas. Nei prossimi 8 giorni tra corridoi hi-tech, palestre di ultima generazione e campi geometrici prenderà forma un confronto che va ben oltre la semplice preparazione estiva. Sì, perché la Germania sarà il teatro di una doppia sfida con il Borussia Dortmund, che si giocherà prima sul campo, poi sul mercato. Da una parte l’amichevole di fine ritiro contro la squadra di Kovac; dall’altra un duello di telefonate discrete e sondaggi incrociati. Quello che potrebbe portare uno dei due club ad assicurarsi le prestazioni di Jadon Sancho. I bianconeri sono stati i primi ad iscriversi alla corsa per l’inglese. Un profilo giovane, duttile ma soprattutto accessibile: lo United - al netto delle dichiarazioni di Amorim - ritenendolo ormai ai margini del progetto tecnico, lo ha messo sul mercato nella speranza di ammortizzare la spesa fatta quattro anni fa per il suo cartellino (85 milioni). Da qui la flessibilità - evidente - che ha fatto da sfondo ai discorsi tra le dirigenze di Red Devild e bianconeri, decise a trovare una formula che potesse soddisfare le esigenze di tutti.

Sancho e il nodo Weah

La Juventus, in queste settimane, aveva trovato l’accordo con il giocatore - disposto a ridursi di 4 milioni l’ingaggio pur di trasferirsi a Torino - e con lo United per una spesa complessiva di 15 milioni di sterline, a cui andrebbe aggiunto uno spicchio della buonuscita che il club inglese verserà al giocatore. Dettagli da poco, insomma. Eppure i bianconeri - tuttora frenati da un mercato in uscita sincopato - non hanno mai piazzato l’affondo, finendo per spazientire club e giocatore che nel frattempo si sono rimessi in contatto con il Borussia Dortmund, come confermato dallo stesso ds giallonero, Sebastian Kehl. La dirigenza juventina ha sempre visto in Nico l’alter ego di Sancho, per il quale però - a differenza di Weah, ormai a un passo dal Marsiglia - non sono mai arrivate offerte ufficiali né dall’Italia né dall’Arabia. Una volta definita la cessione dello statunitense, i bianconeri cercheranno sul mercato un esterno destro. Missione tutt’altro che semplice, dal momento che le soluzioni a disposizione sul mercato sono sempre meno (la pista che avrebbe portato a Molina sembra ormai essersi spenta del tutto).

Giorni decisivi per Kolo Muani

Non è da escludere, infatti, che la Juventus possa decidere di tenersi Nico - schierato ieri da Tudor per l’ennesima volta sulla corsia di destra - come alternativa di Joao Mario, per poi investire i proventi della cessione di Weah su Sancho. Molto dipenderà dai risvolti economici delle altre trattative che la Juventus conta di chiudere. A cominciare da quella con il Psg per il prestito di Kolo Muani (i contatti tra i club sono da tempo all’ordine del giorno). Se per i bianconeri i prossimi 7 giorni serviranno, dunque, per mettere chilometri nelle gambe, intensificare i carichi e presentarsi più lucidi e brillanti nel primo vero test stagionale di domenica 10 con il Dortmund; per Comolli questa potrebbe rivelarsi la settimana decisiva per sciogliere l’impasse con i parigini, e restituire definitivamente Kolo Muani allo scacchiere di Igor Tudor.

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