INVIATO A HERZOGENAURACH - No, non è esattamente un clima da gruppo vacanze. Non lo è nella concentrazione dei bianconeri, non lo è nemmeno dal punto di vista meteorologico. A Herzogenaurach, dove la Juve ieri ha inaugurato il primo giorno di allenamento, si è visto praticamente di tutto: un’apertura di mattinata con il sole e slanci di estate, un pomeriggio di pieno autunno, e la sera che bussa all'inverno. Comunque, mica male per allenarsi, soprattutto se i carichi di lavoro sono così come previsti e perciò svolti. Dopo una settimana di doppie sedute, pure nelle ultime ore Igor ha testato i suoi ragazzi sulla resistenza: al mattino squadra in palestra, poi ricreazione - c'è chi si è dilettato nei campi da basket del super centro Adidas, chi ha provato l'area dedicata al golf - e dopo pranzo la testa è tornata tutta sulla preparazione, con le esercitazioni tattiche e una partitella a completare.
Vlahovic, Weah e Miretti: chi parte
Qualche tifoso ha provato a carpire informazioni, a imbattersi in un viso noto: nulla. Gli unici passaggi dei calciatori sono stati da una parte all'altra dell'Herzo-base, con le classiche biciclette che fanno da contorno, e un po' riportano alle immagini di un anno fa, quando Thiago Motta e Dusan Vlahovic pedalavano insieme verso una nuova era. Quanto ci sia di diverso, ecco, è presto raccontato: se l'allenatore è oggi un lontanissimo ricordo, neanche di Dusan, pur presente insieme ai compagni, si sono viste grosse tracce. Quasi passa inosservato, sebbene gli occhi siano tutti - o quasi - su di lui. Il protagonista di giornata, naturalmente, ha il volto e la storia di Timothy Weah: lui no, non ha preso parte alla seduta pomeridiana, in attesa di una telefonata daMarsiglia e di organizzarsi per il viaggio. Chi invece sorrideva, con una serenità che disarma le voci sul futuro, era Fabio Miretti: il Napoli è in pressing, lui lavora senza sosta, prendendosi i consigli dell'allenatore e immaginandosi comunque a Torino, ugualmente nella sua Juventus.
Tudor testa la Juve
Juventus che in Germania è rappresentata da dirigenti Giorgio Chiellini e François Modesto, quest'ultimo ormai l'ombra del tecnico, sempre al suo fianco e operativo nelle dinamiche che gli competono, per adesso meno di mercato e più legate al campo. E a proposito di quest'ultimo: i bianconeri sono al lavoro per organizzare una seduta con i tifosi a metà di questa settimana, così da accogliere la rappresentanza dei Club Doc del posto, una nuova edizione dopo l'esperimento riuscito della scorsa estate. Nel frattempo, si procederà come sempre: corsa e pallone, al mattino, al pomeriggio. Nel mezzo e alla fine, un po' di svago. Prima di ricominciare il ciclo. Da queste prime ore tedesche, Tudor vuole testare in particolare la tenuta fisica dei suoi, capire chi è più indietro e chi invece corre veloce verso una condizione quasi da campionato. Joao Mario, ad esempio, è parso già con un motore discreto; David mette invece benzina, e il suo debutto alla Continassa è stato valutato come il segnale positivo che tutti attendevano. Gli altri? Danno garanzie. Gatti è in ripresa totale, Thuram avrà bisogno di più tempo (la mole fisica è quella che è), Yildiz smaltisce i carichi e Conceiçao viaggia inoltre sulle ali dell'entusiasmo generato dal ritorno. Per un attimo, Chico aveva temuto di non poter più vestire di bianconero. Poi quella promessa è stata mantenuta. È ciò che dà forza a Kolo Muani, in queste ore di attesa, in fondo.
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