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Joao Mario, voglia di Juve e Champions: "Impossibile rifiutare. Io simile a Cancelo"

INVIATO A HERZOGENAURACH- «Sono molto felice, com'è ovvio che sia». Joao Mario non si è scomposto: nel suo sorriso tenue, dal centro di Herzogenaurach, si è presentato senza proclami e senza promesse, coerente con le luci della ribalta che sono posizionate altrove, cioè tra Conceiçao e David. Il nuovo arrivo bianconero, pescato dal Porto, a cui è andato il cartellino di Alberto Costa, rappresenta al momento l'operazione più strategica, soprattutto considerato l'imminente addio di Weah, direzione Marsiglia. A destra, la Juventus qualcosa farà.

Joao Mario e le prime impressioni alla Juve

Nel frattempo, però, può contare su di lui. Che è orgoglioso, che più orgoglioso non si può: «Venire qui, in un grande club italiano e con una grandissima storia, mi fa sentire esattamente così. I primi giorni sono stati positivi - racconta -, la squadra e i miei compagni mi hanno subito accolto bene, così come l'allenatore e lo staff tecnico. Non posso che essere contento». Felice è in particolare Igor Tudor, ora con un'opzione differente sull'out destro, dove il conservativo Savona e l'offensivo Nico Gonzalez sembrano due estremi che non risolvono lo stesso problema: «Ma questo è un gruppo di grandissima qualità, fatto di giocatori bravi - dice Joao -, e sarà un modo per mettermi alla prova, per salire di livello. E credo di essere pronto per farlo».

Il rapporto con Conceicao e Djalò

Ecco, l'esser pronti è un nodo cruciale. Perché di tempo non ce n'è. Per questo, l'aiuto di tutti sarà determinante, quello di chi gli sta di fianco - come lo stesso Chico e Tiago Djalò - ancor di più: «Mi danno una grossa mano e sto cercando di imparare dagli altri, interagendo con i miei compagni anche per capire meglio le dinamiche. Mi sto integrando facilmente». La storia portoghese, a Torino, comunque è un primo sorriso svelato. E non poteva non ripartire dal più forte: «Fin da piccolo, mi sono sempre ispirato a Cristiano Ronaldo. Un esempio per il modo di lavorare, per l'ambizione che lo spinge sempre a volere qualcosa in più». Come Cambiaso, per il ruolo, c'è un maestro ed è l'altro Joao, cioè Cancelo: «Mi ispiro al suo modo di giocare, è un giocatore molto offensivo, pur essendo un terzino. Ho caratteristiche simili alle sue».

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