TORINO - Damien Comolli ha perfezionato la vendita di Timothy Weah, la terza, dopo quelle di Alberto Costa e Mbangula, di una serie destinata a essere ancora parecchio lunga, dovendo piazzare tanti esuberi. Anche per questo, dunque per lavorare alacremente sul mercato tra riunioni e video call, il dg bianconero è rimasto al quartier generale bianconero alla Continassa. Però il dg juventino è pronto a raggiungere la squadra a ridosso dell’amichevole di prestigio internazionale di domenica a Dortmund contro il Borussia: è atteso già domani nel ritiro di Herzogenaurach, in Baviera, lì dove la Juventus trascorre i primi giorni di agosto già dallo scorso anno per prepararsi alla nuova stagione.
Società compatta
Con Comolli dovrebbe viaggiare anche l’amministratore delegato bianconero Maurizio Scanavino, vertice della piramide di una struttura societaria che si sta rinforzando e che attende ancora una ulteriore figura, un direttore sportivo che, secondo quanto detto apertamente dallo stesso Comolli alle tv qualche giorno fa, arriverà molto probabilmente tra settembre e ottobre, dunque in autunno, a mercato estivo chiuso. Delle trattative si sta occupando Comolli, che ovviamente ha un approccio di gruppo rispetto alle decisioni da prendere: il dg ha l’ultima parola e riporta direttamente all’ad Scanavino, ma si consulta sia con François Modesto sia con Giorgio Chiellini. E a proposito del “director of football strategy”, ieri l’ex capitano bianconero ha lasciato il ritiro di Herzogenaurach ma è atteso di ritorno in Germania in tempo per assistere all’amichevole con il Borussia di domenica, direttamente a Dortmund. Nel via vai necessario e inevitabile, specialmente in tempo di mercato, la dirigenza juventina mostra compattezza e massima operatività: ora l’urgenza è rappresentata dalle uscite che dovranno finanziare nuovi colpi in entrata, perché c’è la consapevolezza e soprattutto la volontà di rendere ancora più competitiva la squadra e all’altezza delle ambizioni del club. La struttura societaria, con il cambio radicale di giugno, è molto più orizzontale: come aveva spiegato lo stesso Comolli, è stato strutturato un Football Strategy Committe, un comitato per affrontare tutte le tematiche relative alla prima squadra e alle giovanili.
Vertice in vista
Compiti chiari, rispetto dei ruoli e dialogo aperto e costante tra tutti i dirigenti: la metodologia è radicalmente cambiata rispetto a quanto visto in casa Juve negli ultimi due anni. Lo aveva spiegato anche lo stesso Chiellini nell’intervista esclusiva concessa a Tuttosport in occasione degli 80 anni del quotidiano: «Prima bisogna conoscere come funziona una macchina, poi si possono avere opinioni e dare idee, altrimenti sarebbe presuntuoso e controproducente. Poi c’è il campo e sono sempre stato a supporto delle persone che c’erano l’anno scorso e lo sono quest’anno. È un processo che non mi piace affrettare o saltare, ma resto sempre a disposizione di tutti. Come ha specificato Damien, non partecipo alle scelte di mercato, ma non c’è una persona sola al comando della Juventus, siamo un gruppo che lavora e collabora insieme per cercare di ottenere il massimo». E proprio nell’ottica di dare priorità al dialogo e al confronto costante e costruttivo, nel weekend è probabile che Comolli, il resto della dirigenza e Tudor decidano di dedicare del tempo prezioso per un vertice di mercato, imprescindibile in questa delicata fase delle trattative.
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