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“Colpito da David già a 17 anni. Nessun dubbio, l’impatto Juve sarà super”

“Guardi qui: chi ha questi numeri in Europa? Solo i top, solamente i grandi attaccanti”. Yves Vanderhaeghe, con una mossa a sorpresa, tira fuori una sfilza di statistiche, srotolata come fosse una pergamena romana. Non ci sono né leggi, né comandamenti: contiene i dati di Jonathan David delle ultime 5 stagioni. I due si sono conosciuti al Gent, dove Vanderhaeghe era allenatore e David giocatore. Era il 2017, Jonathan aveva 17 anni: non poteva essere ancora tesserato in quanto minorenne ed extracomunitario. Ma l'aveva colpito sin da subito. Yves Vanderhaeghe, è stato tra i primi allenatori di David. “Eravamo al Gent, è stata la mia prima e unica stagione lì. Jonathan è arrivato a gennaio 2018, ma ha poi esordito il 4 agosto successivo contro lo Zulte”. L'ha visto crescere, insomma. “Sì, siamo partiti insieme, era il primo arrivo in Europa dopo l’esperienza in Canada. Non potevamo ancora tesserarlo”. E poi? “Poi è arrivato il momento giusto e ho capito che si trattava di un giocatore diverso, uno di quelli che ti ruba l’occhio”.

"David curioso. Sempre avanti per la sua strada"

Cosa l'ha colpita?

“Dall’inizio era così curioso e chiedeva qualsiasi cosa”.

Del tipo?

“Consigli. Situazioni. L’obiettivo era diventare ogni giorno più forte, salire di livello”.

E faceva progressi?

“Grandi progressi, pure in quel periodo. David era portato a essere esattamente quel giocatore lì, con l’ossessione per il miglioramento e per il superamento degli ostacoli. E molto presto, di lui, ho capito un aspetto che mi porto ancora dentro, che dà la dimensione del ragazzo”.

Quale?

“Che era parecchio adulto, se consideriamo la sua giovanissima età. Quando l’ho conosciuto aveva appena 17 anni, eppure non sembrava”.

Come gliel’ha dimostrato?

“Facile: sapeva cosa stava facendo. Andava dritto per la sua strada, ma non a tentativi. La via era una sola ed era consapevole del lavoro svolto”.

"È uno che la mette dentro"

L’anno scorso 16 solo in Ligue 1.

“E sono stati 25 in totale, considerati pure i 9 in Champions, che ritroverà proprio con i bianconeri. L’anno prima sono stati poi 22, tre anni fa ha raggiunto quota 26. Insomma: è uno che la mette dentro”.

Giocherà pure per la squadra?

“Sì, fa anche assist. Di nuovo: dia uno sguardo ai dati, nel 2024-2025 quasi andava in doppia cifra di passaggi decisivi. Parlano le statistiche”.

Ci racconta la prima volta in cui vi siete visti?

“L’ho visto giocare al Gent ancor prima che potesse farlo in maniera ufficiale. Aveva 17 anni. Era così maturo”.

Da cosa l’aveva dedotto?

“Dal fatto che quando andava via, lo faceva di fretta. Dicendo: “Ciao mister, devo finire di studiare”“.

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