MILANO - Uno dopo l’altro, tutti i tasselli stanno andando a posto. Dopo Ardon Jashari - che ieri ha vissuto il suo primo giorno di lavoro a Milanello - è in arrivo Zachary Athekame. La gara giocata (e persa per 4-1) mercoledì nel campionato svizzero contro il Basilea, sarà per lui l’ultima con la maglia dello Young Boys: la chiusura dell’affare - con il cartellino valutato 9 milioni - è prevista entro il fine settimana. A Massimiliano Allegri - che già il 17 agosto vivrà la prima gara ufficiale a San Siro, contro il Bari in Coppa Italia - manca però ancora la ciliegina, ovvero il centravanti che dovrà indossare la maglia numero 9 lasciata vacante dall’addio, peraltro senza rimpianti, di Luka Jovic. E ieri sono arrivate importanti novità dall’Inghilterra, dove sono in azione gli intermediari inviati dal club rossonero per trattare Rasmus Hojlund con il Manchester United. Volano della trattativa, lo sbarco di Benjamin Sesko a Old Trafford per la modica cifra di 76,5 milioni più 8 di bonus incassata dal Lipsia. Hojlund, che già era in uscita, ora è un esubero da piazzare al più presto e per questo motivo il Manchester United ha detto sì alla formula del prestito (molto oneroso, almeno 5 milioni) con diritto di riscatto avente una valutazione complessiva del cartellino pari ad almeno 45 milioni, cifra necessaria perché i Red Devils non siano costretti a registrare una minusvalenza a bilancio.
Hojlund vuole tornare in Italia
Ad attrarre il Milan, oltre alle potenzialità del danese, la possibilità di poterlo “testare” per una stagione prima di acquistarlo nonché uno stipendio sostenibile per il monte ingaggi (5 milioni). Hojlund, dopo essere esploso all’Atalanta, vuole tornare in Italia e, ovviamente, ha spalancato le porte all’opzione rossonera. Sullo sfondo c’è pure la Roma che però prima deve piazzare Artem Dovbyk (il club giallorosso sta scandagliando il mercato spagnolo dove il centravanti, grazie all’exploit al Girona, ha ancora molto mercato). Vantaggio che il Milan non deve sperperare, anche se resta sempre d’attualità pure l’opzione Vlahovic. Non si fa peccato a pensare che il serbo sia il primo nella teorica lista stilata da Allegri perché l’ha già allenato e perché Vlahovic in campionato può portare in dote almeno una quindicina di gol a stagione. Peraltro anche la Juventus, paradossalmente, si augura ora che il Milan trovi qualche ostacolo imprevisto per Hojlund, questo perché al momento, al di là di ipotesi arabe o turche che Vlahovic non vuole nemmeno prendere in considerazione, solo il Milan potrebbe garantire alla Juve di evitare il rischio di perderlo a zero tra un anno.
Vlahovic-Milan: un contratto alla Leao
Tra l’altro, soprattutto per Vlahovic - alla luce di un ingaggio da 12 milioni di euro - il fattore tempo vale molti soldi: il Milan, dovesse acquistare il serbo a prezzi di saldo negli ultimi giorni di mercato, di fatto risparmierebbe anche un paio di mensilità. Resta il fatto che gli andrebbe garantito un contratto “alla Leao”, il che per un club che non godrà degli introiti derivanti dalla partecipazione alla Champions League, può essere a prescindere un ostacolo al matrimonio. In una situazione simile c’è pure un altro papabile, vale a dire Breel Embolo, pure lui in uscita dal Monaco avendo un contratto in scadenza nel giugno prossimo, però lo svizzero nelle preferenze del club rossonero è ben alle spalle di Hojlund e Vlahovic. Ma il Milan potrebbe inaspettatamente trovarsi costretto anche a tornare sul mercato per puntellare la batteria dei centrali. Nonostante il veto di Allegri, infatti il Newcastle continua a restare in pressing su Malick Thiaw, stuzzicato dall’idea di giocare in un top-club di Premier che, tra l’altro, gli raddoppierebbe l’ingaggio rispetto a quanto gli garantisce il Milan (l’offerta è un quinquennale da 4 milioni a stagione). Per il cartellino 30 milioni non bastano, ma - vista la capacità di spesa del Newcastle - conviene stare attenti a questa trattativa.
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