INVIATO A HERZOGENAURACH - Fare o non fare: non c’è provare. Igor Tudor segue la filosofia di Yoda, Guerre Stellari: per quanto quella di oggi tra Juventus e Borussia Dortmund sia un’amichevole, non ammette passi falsi, né all’indietro. Perciò, nella sua testa va in campo la migliore formazione possibile, almeno quella che gli ha dato più rassicurazioni in questa settimana di lavoro al centro adidas di Herzogenaurach. Aspettando il mercato, ovviamente.
Igor Tudor, e se la squadra restasse questa?
«Sarebbe più pronta, perché c’è un anno alle spalle. E non è da sottovalutare: ora siamo molto simili a ciò che eravamo a fine annata. Vedremo quello che accadrà».
Poi c’è Bremer.
«Vediamo quanto ci mette ad arrivare ai suoi livelli. Nella prima partita ha fatto 45 minuti, nel test sarà di nuovo titolare».
Sarebbe davvero contento se dovesse rimanere così?
«*Guardi, io sono sempre contento. Perché alleno la Juve. Posso dirvi quello che ho detto ai ragazzi quando è finito il Mondiale». Prego. «Ho fatto una riunione con loro, parlando così: ora riposate, poi torniamo a lavorare più forte. Per mettere più voglia e altre cose da fare. Non voglio partire con l’obiettivo del quarto posto. E vedo dove ci posizionano nelle griglie di partenza...*».
La motiva?
«Ci mettono al terzo, quarto posto. Qualcuno quinto, nelle previsioni. Personalmente, mi motiva tanto. Ma bisogna anche vedere che la Juventus, da cinque anni, non è arrivata né prima, né seconda. E va preso con grande motivazione, certo: poi c’è il campo».
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