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Nico Gonzalez e Tudor, il colloquio che cambia le strategie Juve. Anche perché Sancho…

Mentre Sancho si dice ufficiosamente spazientito dal tira e molla bianconero, la Juve ha già creato una virtù, pescandola dal barattolo delle necessità. Del resto, è l’estate del “si fa quel che si può”, dell’attenzione ai conti. Del cedere, ancor prima di pensare di acquistare. Tra le risate alla risposta sul mercato e l’evidente attesa di almeno due colpi da parte di Igor Tudor, un’altra frase vale una nuova traccia sull’atteggiamento generale dei bianconeri: «Lavoro con chi ho a disposizione, non so se rimarremo così». Il riferimento era a Douglas Luiz, ma può estendersi un po’ a chiunque. Può valere ad esempio per gli esuberi in difesa. Persino per Dusan Vlahovic. Più concretamente per Nico Gonzalez. E a proposito di quest’ultimo: poco prima di lasciare il Signal Iduna Park, il tecnico croato è stato avvistato mentre era intento a chiacchierare in maniera fitta proprio con l’argentino, che con il Borussia non ha messo piede in campo per un riacutizzarsi di un problema alla coscia destra, colpa di alcune cicatrici che evidentemente non smettono di far male. Attorno a loro pure il dt, François Modesto, il cui ruolo di supervisore calzava alla perfezione con l’immagine in regalo da Dortmund.

Juve, si riparte pure da Nico

Una sorta di ulteriore protezione, per una squadra che un anno fa sembrava averne un bisogno quasi disperato. Comunque, Nico: si riparte pure da lui. E si riparte da lui per un paio di motivi facilmente intuibili, non per questo accettati alla leggera, tutt’altro. Intanto, la filosofia del tener duro, targata Comolli, ha previsto un prezzo di 30 milioni di euro per salutarsi senza grossi rimpianti; poi c’è il tema della duttilità, che non è mica secondario. Nell’idea di Tudor, Gonzalez può essere il titolare sull’out destro, l’opzione più offensiva quando ci sarà bisogno di spingere e di dare supporto alla manovra, magari con un centrocampista nei due alle spalle della punta e senza Conceiçao, per cui serve un lavoro supplementare di copertura.

Uno dei leader del gruppo

Un gioco a incastri, insomma. Con l’ex Fiorentina che vale quei pezzi rarissimi di un puzzle, un contorno spendibile in un paio di posti, un jolly potenzialmente con giocate decisive nei piedi e la garra nel sangue. Ed eccolo, l’ulteriore aspetto considerato: in una Juventus che dovrà costruirsi i leader, senza poterne comprare dal mercato, l’esterno è uno dei trascinatori del gruppo, celebrato pure dai social del club, mai stati così “attenti” alle dinamiche del giocatore. Poi è chiaro: non sarà un asado a generare una decisione di mercato, sono semmai le voci che faticano a concretizzarsi.

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