Trentotto milioni di euro che bloccano la Juventus, sia in entrata che in uscita. All'ultimo anno di contratto Dusan Vlahovic ha un costo storico di 15, uno stipendio da 23 (lordi) e nessuna intenzione di accettare rinnovi oppure offerte da squadre a lui non congeniali. Un gigantesco collo di bottiglia che blocca l'arrivo di Randal Kolo Muani, il prescelto per prenderne il posto. La stagione è iniziata il primo luglio, oggi è il giorno quarantatré della nuova annata e il serbo ha già racimolato 2,7 milioni, con la sensazione che la soluzione possa arrivare intorno al sessantesimo, quando la Juve ne avrà versati 3,8.
Vlahovic, involuzione e rottura con l'ambiente Juve
La questione, nelle ultime settimane, non è più solo economica. Perché se a novembre c'era spazio per l'idea di un quinquennale a cifre inferiori - almeno da parte del club - ora c'è un problema tecnico evidente. Se è vero che non si è mai lamentato pubblicamente, l'involuzione c'è stata ed è palpabile. Al netto dell'assist per Kostic, contro il Borussia Dortmund in molti - sui social - hanno sottolineato un'azione ciabattata dal limite, ironizzando sull'ingaggio e, di conseguenza, sul calciatore che non è più. I numeri sono evidenti dal litigio di Vlahovic con i tifosi risalente allo scorso dicembre, quando il rigore del due a due non aveva placato la furia della Curva, innescando la reazione del serbo e cori insultati nei suoi confronti. Lì probabilmente si è rotto qualcosa anche con l'ambiente: tre gol in campionato in sei mesi, zero in Champions, due al Mondiale per Club dove però è rimasto in panchina nella sfida decisiva contro il Real Madrid. Impegnativo pensare che il centravanti principe della Serie A - almeno a livello di emolumenti - possa rimanere seduto per novanta minuti quando la propria squadra avrebbe bisogno di un solo gol per livellare il gap.
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