C'e ravamo tanto amati. Magari Ettore Scola non pensava che oltre mezzo secolo dopo il suo film potesse descrivere così perfettamente il rapporto della Juventus con il suo centravanti principe. Vlahovic unico fischiato, prima a volume medio durante la presentazione, poi alzando il decibel fino all'insopportabile quando Miretti lo serve a due passi da Mangiapoco e lui spedisce inspiegabilmente alto. Fischi non da parte di tutto lo stadio, ma l'esibizione acustica agisce da termometro allo spirito che in questo momento va per la maggiore, dovuto al tira e molla in fase di mercato. In realtà la sua scelta è sempre stata molto chiara: andare in una big oppure aspettare con calma zen - e 23 milioni di euro lordi - la scadenza di un contratto faraonico. Poi però c'è anche la nota positiva, cioè il corridoio di Douglas Luiz per lo stesso Vlahovic che, stavolta, sfrutta lo scatto sul filo del fuorigioco per infilare il definitivo due a zero. Sarebbe da valutare la posizione di partenza ma in giornate come queste conta poco. Vale sicuramente di più il dopo, perché rientrando verso il centrocampo il serbo è scuro in volto: forse solo tensione, forse non ha gradito quanto successo in precedenza.
Juve, Douglas Luiz è ok. Da capire Miretti
La buona notizia, invece, è che c'è vita sul pianeta Douglas Luiz, sempre che ci sia voglia di puntarci dopo un'annata in poco bianco e molto nero. Igor Tudor, dopo la sfida contro il Borussia Dortmund, aveva detto di vederlo nel ruolo di Yildiz per sfruttare la sua capacità di inserimento, mentre Koopmeiners avrebbe dovuto giocare più dietro. Detto, fatto: al sedicesimo impegna il portiere della Next Gen, sul rimbalzo Kostic inventa il cross del vantaggio proprio per il brasiliano che va in terzo tempo, novello cestista, per il colpo di testa che si infila all'angolino. Anche qui il post è da interpretare, perché è certamente un'esultanza contenuta, come se si fosse scrollato di dosso un macigno, un supplizio di Tantalo versione moderna. Mitologia greca in secondo piano, ma è un gol che può significare qualcosa di più, ammesso e non concesso che la clessidra abbia ancora granelli di sabbia: l'assist per il raddoppio può sembrare scolastico, ma completa una prestazione maiuscola, da migliore in campo. Infine Jonathan David: la sua prima uscita allo Stadium dura sei minuti perché il pubblico decide per l'invasione di campo, conclusione più che naturale delle amichevoli in famiglia. Basta, però, per farsi vedere con un saetta da dentro l'area che impegna Fuscaldo. Da capire le condizioni di Fabio Miretti, che ha lamentato un problema al flessore destro ed è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco appena prima della fine della prima (e praticamente unica) frazione.
Tudor difende Vlahovic
«Le sue condizioni - ha detto Tudor - sono da valutare. Douglas ha il gol nel sangue e vede la porta, ha fatto bene come altri contro una formazione di Under23. Mi spiace per Vlahovic, perché è sempre un giocatore della Juve. È un ragazzo che si allena sempre bene, professionale dal primo giorno». Forse, però, non basta più.
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