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La Juve che può giocare col Parma: Tudor, quel segnale forte spiega tutto

A che punto è la Juventus? Questa è la vera domanda da porsi nella settimana che porta al battesimo della Serie A. Probabilmente, però, neppure Igor Tudor ha la risposta in tasca dopo la sfida contro l’Atalanta, ultima amichevole prima dell’esordio in campionato contro il Parma. Il motivo dell’incertezza è scontato: il mercato è aperto e gli intrecci che possono riguardare i movimenti in entrata e in uscita sono troppi. E comprendono pure qualche titolare di Bergamo. La Juventus di oggi, di fatto, tra quindici giorni potrebbe cambiare fisionomia. Non una rivoluzione, sia chiaro, ma gli accorgimenti riguarderebbero diversi reparti. Già questo aspetto spiega la complessità dell’operato di Tudor, che comunque dal 24 luglio ha ricevuto ottime risposte. Impostando il proprio lavoro sul 3-4-2-1 - salvo qualche prova di 4-2-3-1 a Herzogenaurach - e cercando di aggiungere partita dopo partita qualche tassello, qualche concetto, qualche pillola che ha contribuito a completare il bilancio molto positivo del pre-campionato.

Le risposte della Juve a Tudor

Restano, dunque, il pari contro la Reggiana e i successi di Dortmund e Bergamo (oltre a quello contro la Next Gen). Quest’ultimo figlio di un primo tempo equilibrato, con occasioni bianconere e nerazzurre. Poi, la giocata del singolo nella ripresa: Jonathan David, che graffia e firma il suo primo gol con la maglia bianconera. Non mancano i feedback incoraggianti: da Bremer, che sta tornando ad essere leader con una naturalezza disarmante (il calo nella ripresa è comprensibile), da Nico Gonzalez, schierato a sorpresa dall’inizio (in barba all’interesse dell’Atletico Madrid che lo riguarda da vicino) e pure dal solito Yildiz, sempre disinvolto nonostante i carichi di lavoro.

Da Kelly a Vlahovic: cosa sistemare

Poi, però, c’è qualcosa da sistemare: la catena di sinistra soffre un po’ troppo in fase difensiva (Kelly sbanda spesso contro De Ketelaere), il ruolo da cucire ancora addosso ad un Koopmeiners alla perenne ricerca di un’identità bianconera e poi l’intesa dei trequartisti con David, spaesato in alcuni movimenti e poco aiutato nell’uno contro uno asfissiante contro Hien. Per l’attacco, però, una delle soluzioni resta sempre la stessa: il ritorno di Randal Kolo Muani. Il primo nome nell’agenda di Damien Comolli: Tudor aspetta e spera di poterlo avere a disposizione già contro il Parma. Conosce pregi e difetti e sa che gli serve subito. Nonostante Vlahovic, che entra e segna il 2-0: lampo di luce in un’estate buia che più buia non si poteva.

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