TORINO - Un incastro dietro l’altro, ed ecco finalmente sbucare Kolo Muani. Oggi ancora in attesa. Però per poco, praticamente pochissimo. A tal punto da poterla mettere giù così: ogni ora che passa, il suo ritorno a Torino si avvicina sempre di più. Come un inevitabile destino, come qualcosa già di concreto. E mai messo in discussione, soprattutto. Nonostante un piccolo ritardo sulla tabella di marcia prevista alla Continassa, in particolare sulle tempistiche immaginate pure la scorsa settimana dal calciatore e da chi gli sta intorno: la Juve, del resto, aveva deciso di procedere a prescindere dalla situazione e dalla possibile, sempre più, uscita di Dusan Vlahovic. La linea è rimasta quella. Semmai, è stato l’affare Douglas Luiz - a un passo dal Nottingham Forest - a concentrare le energie e a rallentare la conclusione del Muani duepuntozero. Confermando il gioco d’incastri, appunto. L’ultimo sarà solo il via libera definitivo, che dovrà però arrivare dal Psg.
Kolo Muani torna alla Juve: la formula
Ma i francesi, prima di lanciare segnali, aspettano le garanzie bianconere e la definizione totale, che si costruirà a sua volta sulla base di un prestito oneroso - 10 milioni di euro - più un obbligo di riscatto sui 45 milioni, per il giocatore un contratto fino al 2030 a 7 milioni totali, con ingaggio ridotto rispetto alle cifre parigine. Sul rettilineo finale c’è la voglia reciproca di venirsi incontro sui minimi dettagli, per poi procedere con un’operazione in grado di rendere felice ogni parte in causa. A partire da Kolo, con la promessa di tener duro fatta ai bianconeri e quella fattagli da Tudor di conservargli spazio, effettivamente mantenute. Proseguendo col Paris, la cui gestione dell’attaccante (pagato ben 90 milioni di euro dall’Eintracht di Fraconforte appena due estati fa) resta un errore evidente, da cancellare presto. Insomma: tutti risolverebbero un problema, e ne arriverebbe uno dolcissimo per l’allenatore croato.
Tudor, abbondanza in attacco
Un principio di abbondanza offensiva mai avuto prima, non di certo nell’ultimo anno, e nemmeno da gennaio in poi, con l’alternanza Kolo-Vlahovic di fatto adoperata meno del previsto per la visione di Thiago Motta e le successive scelte di Tudor. Che stavolta sì, in un’annata in cui le partite saranno inevitabilmente tante, potrà centellinare le energie di tutti, oppure scegliere di optare per un attacco più pesante. Nella testa del tecnico, infatti, l’ipotesi di vedere Randal di fianco a David, magari con Yildiz a supporto, è piuttosto concreta. Magari a partita in corso. Magari nei match nei quali l’obbligo è sbloccarla per poi viaggiare solo su un discorso di gestione. Comunque, si può fare qualsiasi cosa, e anche solo averne la possibilità aiuta a ridurre il gap con le primissime della classe, alle quali i bianconeri hanno giurato ugualmente di contendere lo scudetto. Il primo passo? Sarà ricucire il numero 20 sulla maglia della Juve, che Kolo Muani ha indossato l’ultima volta nella super sfida al Real Madrid, durante il Mondiale per Club: è stata la gara dei rimpianti, di quell’occasione che avrebbe cambiato tutto, e - chissà - accelerato persino il suo rientro. Di sicuro, avrebbe aumentato un po’ di più la cifra finale dei guadagni mondiali, grazie ai quali la Juventus ha potuto riorganizzare il proprio mercato, almeno fino a un certo punto.
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