TORINO - C’era una volta, il rischio calcolato. Oggi? C’è un po’ di apprensione, un filo di preoccupazione, la sensazione - più vera, più viva - che da questo mercato Dusan Vlahovic non esca proprio vincitore. Almeno per ora. Del resto, le dinamiche innescate nelle ultime ventiquattr’ore, con il Milan più vicino a Boniface e Hojlund (e non solo) nel mirino del Napoli, gli chiudono ogni prospettiva italiana, ma soprattutto etichettano il serbo come montagna da scalare per chiunque osi avvicinarsi. È così da tempo. Non è cambiato nulla, non l’ha fatto nemmeno il tempo trascorso, non lo farà neanche l’arrivo certo di Kolo Muani. E a proposito del francese: la cessione di Douglas Luiz al Nottingham Forest, definita in ogni minimo dettaglio con la sola attesa del giocatore in Inghilterra per visite e firma, libera finalmente lo spazio per la telefonata tanto desiderata. Kolo sarà a Torino nelle prossime ore, e lui in primis spera di essere così a disposizione per la partita con il Parma del 24 agosto, per la quale la Juve conta di impostare pure un’altra operazione, magari a centrocampo.
Vlahovic, possibili scenari
La decisione di Comolli di procedere a prescindere da Dusan Vlahovic ha fatto sì che il nodo venisse ugualmente sciolto, e che soprattutto Igor Tudor potesse ragionare con maggiore serenità in vista degli impegni futuri. Tant’è: il tecnico ora attende esclusivamente l’accelerata finale, consapevole che questi colpi, quei 2 o 3 richiesti già al termine della scorsa stagione, possano diventare determinanti per dare seguito alle promesse di ambizione e competitività. Non erano solo proclami: nemmeno gli piacciono. Erano semmai ragionamenti ad alta voce, condivisi con (e per) i tifosi, per i quali si aspetta ancora un supporto diretto da parte della società. Arriverà. Coi suoi tempi, ma ci sarà. Un ragionamento che si può estendere all’addio di Vlahovic, per cui in questo momento possono aprirsi due strade e altrettanti scenari. Il primo: un ritorno di fiamma rossonero nel caso in cui il club decidesse di andare oltre l’attaccante del Bayer Leverkusen, magari sperando e puntando su un prezzo di saldo, magari per tamponare un’eventuale cessione di Gimenez; il secondo: restare in bianconero per i prossimi sei mesi, quindi procedere con altre prospettive verso la scelta della nuova squadra, in un mercato - quello invernale - che sarà comunque molto diverso da quello estivo.
Per un Dusan che parte, c'è un Kolo che arriva
A partire da febbraio, Dusan sarebbe in fondo libero di scegliere il proprio destino, e così potrà anche chiedere l’ingaggio più alto possibile. Che no, non si farebbe come quello attualmente percepito alla Juventus, ma nemmeno troppo distante. Senza considerare poi la questione commissioni, bonus alla firma, tante evoluzioni che poi lo stesso dg francese si è ritrovato ad affrontare prima di chiudere l’acquisto di Jonathan David, la prima goccia a far vacillare il vaso DV9, definitivamente traboccato alla decisione bianconera di far rientrare Kolo. No, non c’è più spazio per Dusan e ce ne sarà invece parecchio per Muani. Igor, che all’inizio della sua avventura bianconera pure preferiva il serbo, non ha solo cambiato idea: non ne ha prodotta mezza che non coinvolgesse l’ormai ex Paris Saint Germain. Intanto, un altro giorno è passato. Lo stallo è rimasto. E la chiusura del mercato è invece più vicina. Il tempo non è amico di nessuno. Nemmeno di Vlahovic, che pensava di possederne in quantità industriale.
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