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Juventus, Rosucci: "La fascia è qualcosa di indescrvibile, voglio vincere tutto"

Oggi inizia la nuova stagione del calcio femminile, con la Serie A Women's Cup. Sarà la prima gara ufficiale per **Martina Rosucci** con la fascia di capitano della Juventus sul braccio. Intervistata da _Tuttosport_, la centrocampista bianconera, parla dell'emozione che comporta indossare la fascia di capitano: n questi anni penso di aver sempre dato tutto per essere uno dei punti di riferimento. Sono felice di questo riconoscimento e vorrei dire grazie al direttore Braghin perché quando l’ha annunciato alla squadra ha detto “Per me lei è la Juventus” e se io lo sono è perché lui più di tutti mi ha insegnato che cos’è la Juventus".

**Che cosa le ha detto Gama?

**"Non appena l’ho saputo, lei è stata la prima persona che ho videochiamato. Prima di mamma e papà. Volevo fosse la prima ad avere questa notizia: vedere la sua felicità mi ha emozionata, le ho detto che mi sarei spesso rivolta a lei, ma ha subito risposto “Non ne avrai bisogno, perché lo stai già facendo da anni”. Non voglio emularla, perché è impossibile: lei è “Il Cap”. Della Juve, dell’Italia, di una generazione",

**Alle sue spalle può contare su un bel tridente di vice capitane.

**"Non direi alle mie spalle, in realtà. Bonansea, Girelli e Salvai hanno caratteristiche da leader e sono tre persone che hanno sempre scelto la Juventus. Ceci e Barbara sono qui dal primo giorno come me, siamo rimaste solo noi tre. E Cri è come se lo fosse. Condividerò con loro qualsiasi cosa".

**Per la prima sarete impegnate su ben cinque fronti: c’è un percorso a cui tenete più di tutti?**

"Giocheremo ogni partita di ogni competizione per vincere, ma se devo dirne uno è lo scudetto, anche perché confermarsi è sempre più difficile e questo dà ancora più valore al trofeo. La Champions è qualcosa che vogliamo aggiungere, perché lo scorso anno ci ha dato tantissimo inizialmente e la realtà è che anche il girone ci ha dato buoni segnali".

**È questo il suo sogno da capitana?**

"Uno. L’altro è alzare un trofeo, anzi direi più di uno. E poi ho un pensiero: mi piacerebbe che tutto quello che non riuscirò a raggiungere da calciatrice lo potrò raggiungere qui in un’altra veste, quella di allenatrice. Anzi non è un pensiero, è proprio un obiettivo".

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