TORINO (dall’inviato) - Fino alla fine non è solo uno slogan. Nel caso di Vlahovic e della Juve può essere il titolo dell’estate. Un rompicapo da risolvere sul filo del primo settembre, se arriverà l’offerta giusta. Oppure un valore aggiunto, dal costo elevatissimo, se resterà a scadenza, come il mercato e l’atteggiamento del centravanti serbo lasciano intendere. Un interrogativo grande così. Ecco cosa ha prodotto il 2-0 al Parma. Il duetto con Yildiz, un contropiede velocissimo e il piattone sinistro per depositare in rete, alzare le braccia al cielo e festeggiare il raddoppio sotto la curva, polverizzando ogni residuo timore dopo l’espulsione di Cambiaso. Lo Stadium si è inchinato e lo ha celebrato. Qualche fischio aveva accolto il suo ingresso al posto di David (minuto 35 del secondo tempo), Dusan ha chiuso tra gli applausi, seminando incertezze. Non conviene tenerlo? Segna, farebbe comodo e il canadese non potrà reggere da solo il peso dell’attacco tra campionato e Champions.
Vlahovic, i numeri economici
Tante le domande sollevate dal campo, ma non basta un gol per modificare ragioni commerciali e logiche contrattuali. La Signora rischia di perdere Vlahovic a parametro zero. Un danno finanziario enorme a fronte dei settanta e passa milioni investiti nel gennaio 2022 per acquistarlo dalla Fiorentina. Ne restano circa 18 di ammortamento per l’ultimo anno di contratto a 12 netti di stipendio, di cui 2 (luglio e agosto) già garantiti. Nessuno in Italia può permetterselo. Si è avvicinato il Milan, battendo la ritirata appena ha scoperto le basi per un’eventuale trattativa: un ricco premio alla firma oltre alla richiesta di un ingaggio di circa 6 milioni. Peccato mancasse anche l’intesa per il cartellino. Se ne riparlerà forse nel 2026. Il Napoli sta marciando forte su Hojlund, in uscita dal Manchester United. Niente da immaginare per fine agosto, a meno che non emergano proposte inattese dalla Premier o dall’Arabia Saudita. Magari, rispondono alla Continassa, perché dall’estero sino a ieri sul tavolo del dg Comolli non era pervenuta alcuna manifestazione di interesse.
Vlahovic, i prossimi scenari
La cronaca fa intuire il risvolto meno romantico. L’ingresso rabbioso e il debutto con gol al Parma non hanno cambiato le intenzioni. La Juve si augura di liquidare Vlahovic entro la sera del primo settembre, confidando in un’impresa titanica, non si sa bene a quali cifre e in che direzione. Lotito suggerirebbe una via mai praticata alle latitudini sabaude: cessione in prestito a scadenza per eliminare l’ingaggio e garantire l’ammortamento sino a giugno 2026, evitando minusvalenze. Venti milioni risparmiati, bagno di sangue limitato al parametro zero.
Vlahovic, un futuro incerto
Dal punto di vista tecnico, non ci sono dubbi, sarebbe conveniente tenerlo. Meno che mai cederlo alla concorrenza. Tudor lo stima, non ha escluso l’ipotesi due punte con David e lo confermerebbe, ma è stato costretto a delegare la dirigenza. «Si allena bene, professionista super, non so cosa succederà. L’ultima parola tocca al club». Dusan (con il suo procuratore) ragiona da svincolato, anche se oggi valuterebbe offerte di un certo tenore. A maggior ragione, si impegna. Non sgarrerà sul campo. La Juve, ecco la novità, fa i conti e considera il possibile ritorno di Kolo (se il Psg abbasserà le pretese) slegato dal destino di Vlahovic. Come? Lavorando bene in uscita, altri esuberi pesanti libererebbero il tesoretto per il francese, non più di 45 milioni. Gioco a incastri. Dusan così rischierebbe di restare come terza scelta, forse troppo per il suo orgoglio. Fino alla fine, un rompicapo.
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