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Vlahovic vuole il Milan e si taglia l'ingaggio per Allegri. Kolo Muani, Juve al fotofinish col Psg

TORINO - A oltranza. Finché si può, e finché di tempo ce ne sarà. Randal Kolo Muani sta diventando ogni giorno più ingombrante nei pensieri della Juventus, anche perché il rischio è quello di trovarsi con un pugno di mosche alla fine del mercato. E per quanto si predichi calma - e fiducia - negli ambienti bianconeri, oltre alla marcata consapevolezza che (tutto sommato) questa rosa possa comunque bastare a Igor Tudor, c’è ugualmente l’ambizione di poter arrivare all’attaccante francese. Persino a prescindere dalla situazione di Dusan Vlahovic. Pertanto, le ultime: ieri c’è stato un nuovo contatto tra la Juve, il Psg e gli agenti del calciatore. Si è fatto il punto sulla situazione relativa a Kolo, con l’obiettivo di capire in maniera più chiara i margini per provare a ravvivare un’operazione che ha avuto dei picchi praticamente opposti, una volta il titolo al rialzo e quell’altra dramma totale.

Per quanto fuori controllo, almeno in apparenza, la trattativa Kolo è stata indicativa. Cioè: non ha mai dato la sensazione ai bianconeri di essere a un passo dal perdere il giocatore, pure perché Muani non ha in alcun modo aperto a nessun altro fronte, e nemmeno ha caldeggiato una soluzione differente. Dalla forte accelerata di due settimane fa, le parti si sono prese un periodo di pausa, anche solo per capire eventuali alternative a un matrimonio che sembrava scritto quando era comunque tutto da fare. Così, messo a punto lo stratagemma, la Juve è tornata a bussare alla porta del Paris, con il ragazzo in attesa e con quel filo di preoccupazione quotidianamente mitigato dai contatti con Torino, rimasti costanti addirittura quando il suo ritorno sembrava una montagna da scalare. Ecco: oggi lo è un po’ meno. Non tanto, però un po’ sì. Sia per la volontà dello stesso Kolo, sia perché il gesto juventino arriva per ribadire una scelta già fatta e avallata inoltre dalla proprietà, a patto che non si facciano follie economiche. Come ai vecchi tempi. Non a caso, Damien Comolli avrebbe preferito - e preferirebbe ancora adesso - non caricarsi di un peso eccessivo sul bilancio.

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