Ci voleva giusto una piccola scintilla per riaccendere il motore di una trattativa che da mesi - tra accelerate e dietrofront - continuava a procedere con un fare sincopato. Una decina di giorni fa sembrava tutto fatto per il ritorno di Kolo alla Juve, poi lo stop all’ultima curva, l’ennesimo, a ingenerare nel popolo bianconero un condiviso senso di rassegnazione: a guidare l’attacco della squadra di Tudor insieme a David non sarebbe stato più il francese, ma Dusan Vlahovic... E invece ecco palesarsi, a margine di un intreccio di mercato degno del miglior Scorsese, il primo degli epiloghi paventati all’inizio dell’estate. Sì, perché il Milan - che in settimana ha visto sfumare l’affare Boniface - ha dovuto rinunciare anche a Conrad Harder (lo Sporting non lo avrebbe lasciato partire prima di trovargli un degno sostituto).
Juve, come si arriva a Kolo
Da qui la virata, in extremis, dei rossoneri su Vlahovic, il primo profilo della lista di Max Allegri. Uno scenario inaspettato, che ha messo la Juventus nelle condizioni di potersi avvicinare alle richieste del Psg per riportare Kolo in bianconero. Negli ultimi due mesi, l’attaccante francese ha conosciuto il silenzio gelido dell’esilio. A Parigi ha fatto ritorno con l’anima storta e un briciolo di malinconia, poiché conscio di non poter plasmare il proprio destino. Di non poter intraprendere subito la via più semplice e desiderata: quella che attraverso le Alpi porta dalla capitale francese a Torino. La città in cui Randal, un gol dopo l’altro, ha ritrovato il sorriso. Invece è rimasto lì, al Psg di Luis Enrique che l’ha salutato a malapena alla ripresa degli allenamenti, costringendolo a rincorrere il pallone tra le ombre degli esclusi. Una prigione a cielo aperto che gli è costata persino la Francia: Deschamps, infatti, ha voltato lo sguardo altrove, escludendolo dai convocati per i prossimi impegni di qualificazione mondiale contro Ucraina e Islanda.
Deschamps, le parole su Kolo Muani
“Adesso Randal si trova in una situazione complicata - ha commentato ieri il ct transalpino -. Non è sempre stato semplice per lui, ma al momento non ha minuti di gioco e si allena a parte. Spero che entro lunedì possa trovare una soluzione per essere un giocatore attivo. Ci sono aspetti sul piano atletico e del minutaggio che non sono compatibili con le esigenze del calcio internazionale. Non è nel ritmo giusto per una partita internazionale. Già ho dei giocatori che non sono e non possono essere al massimo. Gli auguro che la sua situazione si risolva entro lunedì”. Ora Kolo intravede la luce al fondo del tunnel: tra poche ore quel limbo che ha finito per divorare la sua estate non sarà altro che un lontano ricordo.
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