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La Juve di Yildiz parte sempre 1-0: terzino aggiunto con Motta, libero con Tudor

TORINO - Entrare in campo ogni volta con il tabellone elettronico che esibisce in bella mostra il punteggio di uno a zero, rigorosamente in proprio favore, è il sogno di ogni allenatore. E di ogni giocatore. E di ogni tifoso. Ecco, numeri alla mano, Igor Tudor - da quando si è seduto sulla panchina della Juventus - gode di questo privilegio. Le fredde statistiche non raccontano tutto dell’apporto di un giocatore, ci mancherebbe, ma in questo caso sono piuttosto significative: Kenan Yildiz, sotto la gestione del tecnico croato, ha infatti messo a referto sei gol e sei assist. In dodici partite complessive, tra il finale dello scorso campionato, il Mondiale per Club in estate e l’esordio della Serie A appena scattata dai blocchi. La media, insomma, è presto fatta.

La Juve parte sempre 1-0

L’iperbole, con il turco in campo, si “sgonfia” a lusinghiera realtà: la Juventus, in sua presenza, parte sempre da uno a zero. Perché lui, vuoi con un gol o vuoi con un assist, senza contemplare tutte le casistiche in un suo guizzo risulta determinante per scardinare le difese avversarie, ci mette sempre lo zampino. Lo sostengono i numeri assoluti, lo conferma anche la straordinaria continuità con cui risulta decisivo: le giocate vincenti, da fine marzo a oggi, sono state disseminate in otto delle dodici occasioni in cui è sceso in campo con indosso la maglia bianconera numero dieci. Una fotografia della sua imperiosa crescita personale e della crescita della sua influenza su tutta la squadra, proprio nel periodo in cui ha scollinato dai 19 ai 20 anni, perché è giusto ricordare sempre quanto ancora tenera sia la sua carta d’identità.

Da Motta a Tudor

Ma non soltanto. Perché tra il prima e il dopo, appunto, c’è stato l’approdo di Tudor in panchina. E il tecnico ha rivisto pesantemente, quasi stravolto, l’interpretazione della partita da parte dell’ex Bayern Monaco. Sotto la gestione Thiago Motta, infatti, i tifosi si erano abituati a vedere un Yildiz in versione “terzino aggiunto”, molto largo e sovente basso a sinistra. Non per forza una scelta sbagliata in senso assoluto, perché il suo apporto in fase di non possesso del pallone è sempre stato molto importante, ma per certo una mossa che l’ha portato a determinare poco negli ultimi venti metri. Ecco: le idee del gigante di Spalato sono andate in una direzione diametralmente opposta.

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