TORINO - O te ne vai da eroe (incompreso) o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo. Dai confronti ascrivibili al bar sport, a quelli degli studi televisivi: negli ultimi tre anni Dusan Vlahovic ha catalizzato su di sé la totalità dei discorsi sull’universo bianconero, contribuendo - inconsapevolmente - allo sviluppo di due filoni ben distinti. Da una parte i più fervidi detrattori, ormai certi della sua inadeguatezza tecnica nel contesto Juve; dall’altra gli inguaribili ottimisti, tuttora convinti che il serbo non sia mai stato messo nelle condizioni di poter rendere al meglio. Ben lungi dal sentenziare dove risieda la verità, è fuori discussione che l’apporto di Vlahovic in bianconero si sia rivelato di gran lunga al di sotto delle aspettative.
Juve, con Vlahovic fino alla fine (del contratto)
L’addio in estate sembrava la soluzione più logica e auspicabile. Anzitutto per la Juventus, ben contenta di liberarsi del gravoso peso a bilancio del serbo - 43 milioni lordi tra stipendio e ammortamento - ma anche per lo stesso Vlahovic, finito da mesi ai margini del progetto tecnico di Igor Tudor. Non proprio il migliore degli scenari per un ragazzo che dovrà guadagnarsi la chiamata della propria Nazionale in vista del Mondiale americano in programma il prossimo giugno. Senza poi dimenticare le implicazioni “economiche” di un’eventuale stagione da comprimario: difficile credere che un club europeo (per il momento l’unica realtà in cui si vede Dusan) sarà disposto a offrirgli 12 milioni di ingaggio agli albori della prossima stagione. La Juventus lo ha messo sul mercato a campionato concluso, nella speranza di sfruttare la rassegna iridata negli Usa come “vetrina”. Da lì l’interessamento di una serie di club turchi e arabi - snobbati dal serbo - passando poi per i sondaggi della Roma: i giallorossi settimane fa avevano paventato con la Juventus l’ipotesi di uno scambio alla pari con Dovbyk, saltato anche qui a causa di Dusan, disposto a lasciare Torino solo per trasferirsi al Milan di Allegri. Ma l’interesse dei rossoneri non si è mai tramutato in una proposta concreta per la Juventus. Da lì le dichiarazioni monegasche di Comolli a margine dei sorteggi per la nuova Champions League, a spazzare via definitivamente ogni dubbio sul futuro del serbo: si andrà avanti insieme fino alla fine, per poi dirsi addio al termine della stagione.
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