Punte e a capo. Nel senso: sul fronte attaccanti, si ripartirà probabilmente da zero nella prossima estate. Al limite da uno, e Openda più degli altri, ma solo per questioni contrattuali. E così, la rivoluzione prevista lo scorso giugno e culminata con l’arrivo del belga e David - oltre alla conferma, forzata e onerosa, di Vlahovic - potrebbe paradossalmente ripetersi. Certo, molto dipenderà da come andrà la stagione, dalla certezza o meno di entrare in Champions, se gli orizzonti saranno più chiari oppure le nubi più spesse e quindi la preoccupazione più forte. Insomma: è ancora tutto da decidere, capire, giocarsi. Però la necessità è già viva, persino evidente. E si lega alla situazione dell’unico centravanti fisico presente in questa Juventus: per Dusan, ecco, i giorni in bianco e nero stanno terminando, tra meno di 30 giorni potrà addirittura firmare per un’altra squadra. E le occasioni nemmeno gli mancano: vanno dal Bayern Monaco, che pure l’avrebbe messo volentieri nel mirino a gennaio (complici i dubbi su Nico Jackson), al Barcellona, a sua volta impegnato nella ricerca del post Lewandowski. Sebbene nel giro di qualche mese, il serbo è riuscito a rimettersi nelle condizioni di proseguire a un certo livello, quello a cui ha sempre ambito e che pareva precluso tra giugno e agosto, quando la proposta più concreta era sembrata quella del Fenerbahce. Non esattamente esaltante. Come non lo è in fondo l’orizzonte di Milik, che in linea teorica, ma giusto sulla carta, sarebbe l’attuale e vera alternativa a Vlahovic: il polacco ha ancora un anno e mezzo di contratto, se dovesse piovere un’opportunità potrebbe però partire sin da subito, così da agevolare l’eventuale ingresso di un altro attaccante. E David? E Openda? Sul primo, inevitabilmente, le riflessioni dipenderanno da chi arriverà a bussare alla porta del canadese, dal quale non si è mai registrata alcuna voglia di salutare a stagione in corso, nemmeno nei momenti più complicati. Sul secondo, invece, il peso dell’acquisto estivo è evidente: 45 milioni per strapparlo al Lipsia, con il prestito pronto a trasformarsi in acquisto a partire da giugno. A gennaio non potrebbe muoversi, ma in estate sarà ugualmente molto complicato separarsene, se non con una magia di mercato. Una di quelle che potrebbe completare l’antirivoluzione dell’attacco. E cancellare un po’ di scelte rivelatesi tutto fuorché funzionali.
Michele Padovano, cos’ha pensato dopo l’errore di David?
«Che mi spiaceva. Secondo me, Jonathan è anche forte. Lo dicono i numeri, i 100 gol in 5 anni. Ma sembra che alla Juve non riesca a dimostrare le sue doti. E il rigore di ieri n’è la dimostrazione: si può certamente sbagliare, però calciarlo così denota paura».
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