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Spalletti convinto, modulo Juve deciso: il precedente con Frattesi è un segnale

TORINO - Non perdere il buon umore. Non lasciarsi abbattere dal momento. E soprattutto, credere nel lavoro svolto, e ancor di più in quello da svolgere. La Juve ha cambiato pelle e dalla stessa ricomincerà anche contro il Sassuolo, a Reggio Emilia, dove Spalletti non sembra intenzionato a fare passi indietro rispetto a quanto visto con il Lecce. Del resto, non è certamente per il sistema di gioco che la Juve si sia fermata al pari, semmai per le (solite) leggerezze e per gli errori sotto porta. Oppure dal dischetto. Tant’è, tutto il resto all’allenatore è piaciuto. A partire dall’interpretazione del ruolo da parte di Kalulu e Kelly, l’ottima prima parte di Cambiaso, la velocità di esecuzione e la bravura nel ricucire di Locatelli.

La nuova Juve di Spalletti

E poi McKennie: a fare da “guastatore”, ma soprattutto da supporto per le sponde di David, non esattamente adatto a fare reparto da solo. Ecco, in quel ruolo da dieci, più vero che falso, Lucio ha trovato quelle risorse ricercate a lungo dalla squadra: intanto la possibilità di girare meglio palla e nei metri decisivi, poi maggiore pericolosità in area, banalmente perché la Juve si è ritrovata con più uomini davanti a Falcone. Il gol del pareggio, siglato dal centrocampista americano, non è casuale: quella di lanciarsi dentro era una richiesta specifica, perfettamente esaudita. La Juve di Lecce ha mostrato però anche parecchi margini di miglioramento. Il primo riguarda proprio David: soltanto in un paio di occasioni ha pulito bene palla e ha distribuito tra McKennie e Yildiz.

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