La Juve prova a riaccendere il fuoco sotto la cenere. Chiesa torna a essere un nome che scalda i discorsi, una sagoma da rimettere al centro del villaggio bianconero, lì dove passano le decisioni e nascono le giocate che cambiano le partite. Dopo l'ultima stagione al Liverpool vissuta più ai margini che sotto i riflettori, l’idea è chiara: dare a Fede una nuova speranza. E anche Spalletti ne ha sempre parlato bene, sin dai tempi dell'Italia. Perché Chiesa, quando sta bene e sente fiducia addosso, è un acceleratore emotivo prima ancora che tecnico. È uno che strappa, che guarda negli occhi l’avversario e lo costringe a scegliere: indietreggiare o farsi superare. La Vecchia Signora lo sa, e in un momento in cui serve ritmo, imprevedibilità e qualche scossa elettrica in più, riportarlo “in piazza” non è solo una scelta romantica, ma un'alternativa tattica.
Le parole di Spalletti su Chiesa
"Siamo lì a sperare che possa giocare con più continuità. Sarei molto favorevole ad averlo sotto controllo per quanto riguarda il livello del nostro calcio, per andarlo a reinserire perché quelli che hanno questa qualità di guardarti negli occhi e di sfondare la linea che hanno davanti per andare a quella successiva... Non ce ne sono molti. Stanno facendo bene anche Orsolini e Politano, sono tutti calciatori che continuiamo ad avere nel mirino perché possono effettivamente darci una mano" - ha detto Spalletti quando era sulla panchina della Nazionale.
"Chiesa è il nostro Sinner"
E scavando si trovano anche altre investiture del tecnico della Juve ai tempi dell'Italia: *"Non è vero che noi non abbiamo un fuoriclasse come Sinner. Non lo abbiamo avuto nelle scorse partite, ma adesso è tornato: è Federico Chiesa *".**Parole che pesano, perché raccontano il giocatore per quello che è: un ottimo profilo, se sta a posto fisicamente. Uno che rompe le simmetrie e crea superiorità, anche solo con la postura del corpo e la minaccia costante della profondità. Spalletti parlava da ct, ma il messaggio è universale: giocatori così non si tengono in vetrina, si rimettono al centro.
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