TORINO - Ha fatto esattamente quello che si era prefissato di fare, Spalletti: è stato vicino alle sue punte. Passo dopo passo. Giocata dopo giocata. In un allenamento e mezzo, poi, ha cercato di testare l’umore e le condizioni, tanto mentali quanto fisiche. E poi ha tratto le sue conclusioni, che solamente questa mattina rivelerà alla squadra, magari durante il tragitto verso Reggio Emilia, il Sassuolo, l’occasione di rialzare la testa dopo averla abbassata - più per l’incredulità che per il risultato - al fischio finale del match con il Lecce. Ripartire, ecco, è l’unico verbo proferito, ripetuto, e ancora ribadito alla Continassa, dove negli ultimi allenamenti non si sono visti né Kelly (tra i migliori nell’ultima uscita), né Conceiçao, con quest’ultimo che non desta preoccupazione ma va ugualmente gestito. Del resto, nel giro di un paio di settimane, ci si gioca la parte in discesa del calendario e in più un paio di gare decisive in Champions. Ce n’è, da correre. E c’è anche da portare a casa punti preziosi, gli stessi che con i neroverdi non possono assolutamente sfuggire. Perché se pure c’era un bonus da giocare, ormai è praticamente andato, archiviato come ogni altra partita, bella o brutta, felice o infelice.
Openda, David e il problema gol della Juve
In fondo, è stato questo il messaggio che Lucio ha voluto dare alla squadra e in particolare alle sue punte: gli errori fanno parte del gioco, e se proprio ci si vuole tornare con la testa, che siano d’esempio e niente più. Al Mapei Stadium, in vantaggio per una maglia da titolare, in questo momento sembra esserci Lois Openda: è una partita con spazi, si affronta una difesa che sarà certamente attenta, ma difficilmente si ricaccerà tutta all’indietro. Il belga avrà pertanto un’occasione d’oro: lui come David, nel mirino dei tifosi, ci è finito eccome. E come il compagno di reparto deve togliersi di dosso l’etichetta di acquisto sbagliato. Non sarà facile. Sarà anzi in salita: non è un caso che la Juve stia cercando un attaccante in queste ore, e dalle caratteristiche per niente lontane da quelle degli ultimi arrivati. La sensazione, ormai certezza, è che la pazienza stia per finire e che la dirigenza in primis abbia voglia di dare una sterzata al mal di gol juventino. Gli imputati sono loro, ma da loro Spalletti deve necessariamente partire. Come con il Lecce, il tecnico immagina una staffetta. E come con il Lecce, è convinto che un po’ di occasioni pioveranno: toccherà essere più bravi a sfruttarle, meno superficiali quando si andrà incontro alle chance. Più lucidi, o comunque il più possibile, se il pallone galleggerà nell’area e la porta davanti sarà ben visibile.
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