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David, la "famiglia" Juve: Spalletti, il valore del gruppo è un segnale

Un abbraccio vale, spesso e volentieri, più di mille parole. Un gesto simbolico, quasi scontato, ma non per chi ha trovato il gol. Quel David che negli ultimi giorni ha vissuto al centro di un vortice di voci negative dopo il rigore sbagliato contro il Lecce. Parole, tante fuori posto, e un gruppo capace di fare quadrato per difendere il proprio attaccante, e non è la prima volta... Ma al Mapei si è presentata una bellissima scena con protagonista il canadese e tutta la panchina della Juventus. Un gol aspettato da tutti, forse più dello stesso protagonista, e la conferma arriva dai vari replay e dalle varie inquadrature e si nota come Perin e Pinsoglio, su tutti, siano già in piedi e seguano la dinamica dell'azione quasi come fossero un compagno in campo. Poi il gol, il sopiro di sollievo, l'esultanza e la corsa, sfrenata e spassionata, per un abbraccio collettivo: "Gli abbiamo fatto sentire gli amici che ha dentro lo spogliatoio" sottolinea Spalletti nel post partita.

Spalletti, David e il segnale del gruppo

Un segnale dicevamo perché la gestione di un gruppo si vede anche da queste 'piccole' cose. Piccoli gesti in grado di essere grandi per il valore che assumono, per un giocatore ma anche per una stagione, perché quando si vuole raggiungere un obiettivo c'è da tenere lo spogliatoio unito e in grado di remare nella stessa direzione. E quindi non c'è spazio per l'io ma soltanto per il noi. Si vince e si perde tutti assieme: "Una presa di posizione da parte di tutti", sempre l'allenatore nel post Sassuolo, lui uno dei primi a correre verso David per l'abbraccio collettivo, per complimentarsi e per fargli capire che lui è parte del progetto e l'errore dal dischetto è superato.

Il precedente delle cene

Non è la prima volta che, verso David, piovono critiche per errori o considerazioni al di fuori dello spogliatoio. Poco tempo fa c'è stato il discorso del rapporto difficile con il gruppo tanto da arrivare a scrivere che non veniva chiamato alle cene. Poi le storie di Locatelli e Perin per dare una risposta dall'interno e la battuta di Spalletti: "Non lo invitano perché una volta ha messo il parmigiano sulla pasta con le vongole e quindi fanno bene". Un modo per stemperare le malelingue e anche per far capire il clima all'interno del gruppo. Che trova anche una risposta dopo Sassuolo: "Ormai ci ha abituato, ci è piaciuta questa sua intenzione. Ora si va a creare piatti nuovi (ride ndr)".

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