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La psicologia di Spalletti ha risollevato la Juve

Spalletti non ha dato la scossa di un allenatore subentrato qualunque, quelli che elettrizzano una squadra morta ma la cui energia dura come un colpo di fulmine. No, Spalletti sta cambiando la Juventus poco per volta, quasi senza ansia da prestazione.

Partenza lenta

È partito piano, sia a livello di gioco sia di risultati (dopo la misurata vittoria di Cremona, tre pareggi bigi tra campionato e Champions), ma nel momento più complicato — per la brutta sconfitta di Napoli e per le asperità del calendario — ha cambiato marcia: la squadra ha cominciato ad assimilare le sue idee, a capirle, ad apprezzarle e infine a metterle in pratica, prima con riluttanza e ora con convinzione.

La riconversione tattica

Nel frattempo è passata quasi sottotraccia la definitiva riconversione tattica al 4-2-3-1, servita principalmente per alzare il baricentro: per Spalletti è la condizione necessaria per valorizzare le doti di David, che è modesto in progressione e non corazzato per i corpo a corpo, ma che negli ultimi venti metri possiede tecnica e intuito che possono fare la differenza. Il prossimo obiettivo è ritrovare in pianta stabile i gol del canadese, essenziali per il definitivo salto di qualità: nei quattro giorni in cui è passato dall’abisso all’estasi, David ha fatto uno scatto in avanti sul piano dell’integrazione, che fino alla settimana scorsa non era delle migliori, perché i compagni e l’allenatore gli hanno fatto da scudo alle critiche, lo hanno rasserenato e gli hanno affidato un ruolo centrale.

Lavoro tattico e psicologico

Il lavoro di Spalletti, d’altronde, è stato parallelamente tattico e psicologico, anzi più psicologico che tattico: quando è arrivato temeva crisi di rigetto, visto che la Juve ha spesso istintivamente respinto allenatori come lui, e quindi si è mosso con tatto, delicatezza e notevole finezza mentale, entrando nel mondo bianconero con passo prudente, senza strappi. L’altra sera si è aggiunto al mucchio che festeggiava David (lui i gol non li celebra mai, abbassa il capo e sta per conto suo) «perché voglio stare dentro al gruppo, essere uno di loro. David è un ragazzo sensibile, per bene, uno che non nasconde niente, e non aveva la struttura per reggere tutto quello che gli è piovuto addosso nei giorni scorsi: lo ha aiutato sentirsi parte di una specie di famiglia».

Recuperi record

Nelle sue dieci partite di campionato, Spalletti ha messo insieme 21 punti: soltanto l’Inter ha fatto meglio, ma può scavalcarlo anche il Milan di Allegri (uno dei colleghi con cui va meno d’accordo), che ne ha totalizzati 20 ma con due gare in meno. Ha recuperato dieci punti al Bologna, quattro a Como e Napoli (le tre hanno saltato un turno per la Supercoppa) e sei alla Roma, tutte squadre che gli erano davanti. La Juve non stava tra le prime quattro dalla sesta giornata: poi ci fu il blackout, adesso la luce è invece sempre accesa, ed è pure una luce diversa.

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