**Dite la verità, un punto a Roma con la Lazio l’avreste firmato a occhi chiusi, qualche tempo fa.** E forse anche prima del fischio di inizio. E di sicuro alla fine di un primo tempo che di fatto la Fiorentina ha completamente regalato alla Lazio, **soffrendo in pratica su ogni pallone, senza intensità, senza lucidità, senza la capacità della rincorsa di un contrasto,** senza imprimere minima velocità alle uscite dalla propria area, quasi sempre improvvisate e sconclusionate, con i difensori in bambola, **i centrocampisti impallati e lenti, e Ndour macchinoso e improponibile,** e lo resterà per tutta la partita ma non sarà il solo a meritare una nettissima insufficienza.
**L’avremmo firmato. E invece**. Alla fine c’è perfino da mordersi le mani, da lasciarsi andare a gesti di stizza perché **a tre minuti tre dal termine di quel rocambolesco recupero assegnato da Sozza, di sicuro uno dei peggiori in campo** (rigori non dati, rigori dubbi, rossi mancati per gomitate in faccia, falli invertiti o non fischiati, cartellini troppo facili), appunto a**d appena tre minuti i punti in carniere erano invece tre, e il Genoa raggiunto al quartultimo posto, anzi superato** (certo, deve giocare ancora, ma con il Milan a Milano…) in virtù della migliore salute numerica.
E invece. **Quella sciagurata trattenuta di Comuzzo – sua anche gran parte del demerito sul primo gol di Cataldi**, al di là di un gran gesto tecnico dell’ex che non finiremo mai di rimpiangere, cari signori dirigenti, a proposito di un centrocampo che balbetta – quella sciagurata trattenuta su Zaccagni che non se l’è fatto ripetere due volte di tuffarsi alla Cagnotto è costata parecchio.
**Certo, appunto, visto il primo tempo non c’era da andarci troppo per il sottile,** e portare a casa quello che veniva. Certo. **La partita della Viola è cominciata un po’ tardi, dopo 55 minuti** (abbondanti, perché anche la prima frazione si era dilatata di lungo recupero) di sofferenza. **Con un’infinità di palloni sparati verso De Gea e ribattuti dal portiere ma più spesso dai suoi compagni anche sulla linea**, la riprova che dopo i primi 48 minuti i calci d’angolo erano 7-0 per la Lazio e la Fiorentina dalle parti di Provedel non si era nemmeno affacciata mai, salvo un fuorigioco fischiato a Piccoli al 38’ intorno al limite dell’area, che però fuorigioco non era.
**Fuori dal gioco spesso invece lo stesso Piccoli, davvero una prova evanescente** che solo i telecronisti di Dazn hanno saputo definire “lavoro sporco”. Ma già: **troppo impegnati a guardare la partita solo con gli occhiali lazisti, in maniera scandalosa, quasi vomitevole** il saltare sulla sedia e gridare allo scandalo per la lieve trattenuta di Pongracic su Gila in area, e ancora a ululare come ossessi contro il presunto “tuffo” di Gudmundsson ben agganciato invece dallo stesso Gila (uno da pallone d’oro, secondo quei due, e non il solo in casa Lazio) in occasione del vantaggio poi vanificato dalla sciagura di Comuzzo, davvero tra i peggiori in campo questa sera.

**Chi, invece, si sta riprendendo la scena con personalità** e atteggiamento di grande sacrificio, e dimostra ogni volta di più – a parte tuttavia qualche sbavatura anche pericolosa che deve imparare a contenere – un tasso tecnico di assoluto livello **è sicuramente Niccolò Fagioli. E’ lui che ha dato il “la” alla rinascita viola all’Olimpico con la magia, piroetta e lancio millimetrico, che ha mandato in gol il vecchio lupo di campo Robin Gosens.** E’ lui che ha tamponato il tamponabile dietro, e ha provato a ispirare e inventare le cose migliori di marca viola.
Non tantissime in verità, ma sufficienti a far capire che **qualche speranza alla fin fine ci sarebbe, se Piccoli ma anche e soprattutto Kean si ricordassero qual è il loro mestiere**. Vanoli tiene Kean in panchina, da principio, certo, domenica arriva il Milan al Franchi, non c’è da logorare troppo i pezzi migliori; poi però, a due terzi di gara, stufo di non vedere in campo quell’altro, lo butta in mischia. Lui entra e ruggisce, almeno quanto a corsa e sportellate: ma **gli passa davanti a pochi passi da Provedel un invitantissimo lancio del solito Fagioli, e lui lo cicca,** e pochi attimi dopo cerca di liberarsi e sparare la botta ma si fa murare per aver cincischiato un attimo di troppo.
**Ragazzi, se non si segna, se le punte non segnano poi riesce difficile portare a casa il lesso**. Sarà bene che Paratici, quando arriva se arriva, e contorno se ne rendano conto un tantino alla svelta, e si corra ai ripari. Come hanno fatto per Solomon: Vanoli dice bene, il ragazzo deve ancora entrare in certi meccanismi ma il talento si vede, il frizzo c’è. E così **andranno cercate e prese rapidamente le pedine che mancano: in difesa, a centrocampo, sugli esterni alti,** oggi anche Parisi è apparso meno brillante pur nella catena con un Dodò sempre troppo opaco, mentre di là alle solite il povero Gudmundsson si è trovato a fare spesso il quinto di difesa, e poi è inutile chiacchierare, **se gli esterni alti son costretti ad arretrare a centrocampo e giocare spalle alla porta non si va da nessuna parte**, difficile tirarsi dietro il resto per attaccare di squadra, e allora dai con **la solita solfa dai millemila passaggini laterali nella propria comfort zone senza avanzare di un millimetro, e con un giropalla da Rsa.** In quel modo agli avversari tanto male non glielo fai, in vista delle prossime due bisognerà pensarci bene: **il Milan vorrà continuare la corsa di testa, il Bologna di Italiano continua a collezionare ceffoni** e se vuole ritrovare la strada dell’altra classifica un giorno o l’altro dovrà pur ripartire, facciamo che non sia proprio contro la Viola, dai.
Poi torna la Coppitalia, e comunque c’è da risalire qualche posizione in tempi svelti. Il secondo tempo dell’Olimpico racconta che “_si-può-fare_”, per dirla con il Barone Frankenstein. Appunto, va rivitalizzato il mostro, a corrente più continua.
**LAZIO (3-4-3**): Provedel; Lazzari (79′ Hysaj), Gila, Romagnoli, Pellegrini; Cataldi, Guendouzi, Basic (29′ Vecino); Isaksen (72′ Pedro), Cancellieri, Zaccagni. A disposizione: Mandas, Furlanetto; Nuno Tavares, Rovella, Belahyane, Provstgaard, Serra. All. Sarri.
**FIORENTINA (4-3-3)**: De Gea; Dodò, Comuzzo, Pongracic, Gosens (68′ Ranieri); Ndour (68′ Solomon), Fagioli, Mandragora; Parisi (90’+1 Marì); Gudmundsson (90’+1 Nicolussi), Piccoli (60′ Kean). A disposizione: Lezzerini, Christensen, Sohm, Kospo, Fortini, Kouadio, Kouame. All. Vanoli.
**ARBITRO:** Simone Sozza di Seregno; assistenti Lo Cicero – Di Gioia; quarto ufficiale Crezzini; Var Pezzuto-Prontera
**MARCATORI:** 51’ Cataldi, 56’ Gosens, 88’ Gudmundsson (rig.), 48’ Pedro (rig.)
**NOTE:** ammoniti: 20’ Pongracic, 21’ Gosens, 26’ Cancellieri, 54’ Parisi, 71’ Fagioli, 82’ Zaccagni, 88’ Pellegrini, 95’ Nicolussi (F); angoli 8-2 Lazio; spettatori 35mila circa