tuttosport.com

Spalletti e "i video di quelli che hanno amici che allenano un’altra squadra": con chi ce l'aveva e perché

Il cortocircuito mediatico che piace ai tifosi

Spalletti è diretto, ha fatto riferimento a qualcosa che non gli era piaciuto e il suo discorso ha preso la scorciatoia, al punto che non è stato difficile risalire a chi si stava rivolgendo. E Spalletti ha risposto a quel commento. Ha esagerato nei toni? Se ne può discutere, ma il discorso porterebbe forse troppo lontano, in un mondo in cui è sempre più difficile avere dei parametri di normalità. Ha fatto bene a rispondere? Anche qui se ne può discutere e il discorso è piuttosto nodale nel dibattito juventino che va avanti da anni, ovvero: nessuno difende la Juve. La percezione del tifoso bianconero è, infatti, di essere troppo spesso in balia delle tempeste mediatiche, senza che un rappresentante della società faccia sentire la sua voce, magari un po’ seccata, senza dubbio un po’ più alta, per difendere il club e la sua onorabilità. Storia vecchia di oltre un secolo, perché non è abitudine della famiglia Agnelli partecipare ad alcun dibattito. “Loro parlano, noi facciamo”, diceva il fondatore della Fiat ai primi del Novecento. I tifosi del 2025, tuttavia, la vedono in modo diverso e quando appare, sull’orizzonte bianconero, qualcuno che alza la voce in difesa del club si sentono un po’ meglio, più difesi, più orgogliosi. Comunicare, oggi, è importante come vincere? No, ma ha un peso enormemente più grande rispetto a quando bastava una fulminante battuta dell’Avvocato a smontare qualsiasi dibattito. Così, se Spalletti innesca un cortocircuito nel frullatore mediatico del calcio moderno, i tifosi (e la squadra) la vivono bene. E paradossalmente il primo ad averlo capito era stato Massimiliano Allegri.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Read full news in source page