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Pazzini: "Juve? Ecco perchè è saltata. Allegri il migliore, Materazzi il più fabbro e Chiellini..."

La grande qualità di Allegri

Pazzini a quel punto sceglie il Milan, dove trova Massimiliano Allegri: “Il primo anno comunque siamo partiti male, però siamo arrivati in Champions, io ho fatto 15 gol giocando e non giocando, quindi per me è stata sicuramente un'annata molto bella. Allegri, secondo me è forte, forte perché riusciva a tirar fuori il meglio da chi aveva. Uno che se ti deve dire una cosa te la dice, che ti chiamassi Balotelli, che ti chiamassi Robinho, che ti chiamassi Mexes. Poi lui secondo me ha la forza di capire qual è il momento di romperti le palle, il momento di lasciarti tranquillo, il momento di sfondarti, e così anche all’interno del gruppo. Era molto più tranquillo nel primo periodo quando andavamo male, mentre poi quando abbiamo cominciato a vincere era molto più pesante, molto più presente, molto più attento al particolare. Quindi lui nella capacità della gestione della settimana, della partita, è sicuramente il migliore che ho avuto. Il migliore che ho avuto nel senso di gestione del risultato, perché molti allenatori cambiano: se vinci il martedì si presenta in un modo, se invece perdi il martedì è totalmente un altro. Quindi lì la squadra un po' la destabilizza perché prima ridi e scherzi, poi se vinciamo va bene ma se perdiamo no. Allegri su quello non si faceva condizionare dal risultato, lui aveva la sua la sua coerenza, quindi sulla gestione non faceva percepire ansia, in niente. Poi magari vedevamo qualche cosa in panchina, in qualche reazione che aveva, però nel pre partita o nel giorno prima di partite anche molto importanti da lui non percepivi nessun tipo di ansia. Mentre ci sono tanti allenatori che te la trasferiscono proprio l’ansia, per cui magari a volte va bene e altre volte non va bene”.

"Allegri ti trasmette fiducia"

A proposito dell’esperienza al Milan, iniziata con Allegri, Pazzini spiega: “Vincere comunque era complicato. C'era la Juventus che era troppo troppo distante da noi. Il rammarico è che alla fine del primo anno io mi opero. Già in quell'anno lì con Allegri, tornando al discorso della fiducia, iostavo male col ginocchio e mi allenavo il venerdì e basta. Però lì c'era il mister che mi diceva 'Pazzo, non ti preoccupare, curati, fai quello che devi fare, esci fuori il venerdì o il giovedì'. Quello ti trasmette fiducia, pensi ‘Cavolo tanti allenatori ti dicono che se salti mezz’ora di allenamento poi non puoi giocare’. E quell'anno lì ho fatto 15 gol. Quindi mi sono operato, rientro a dicembre-gennaio nella stagione successiva, tra l'altro quando Allegri viene esonerato a Sassuolo, e quindi poi da lì cambia l’allenatore e diventa un'annata complicata”.

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