TORINO - Bergamo, Atalanta, Zapata. Difficile non collegare la città e la squadra nerazzurra a Duvan, che lì ha vissuto anni importanti per la sua carriera, i migliori, senza voler fare un torto a nessuno. Logico che l’attaccante speri di poter essere della partita, dal primo minuto o a gara in corso: ed è una speranza che continuerà a cullare anche nelle prossime ore. Gli indizi, però, portano a pensare che per il colombiano possa arrivare un’altra panchina. Sarebbe la quarta consecutiva, dopo quelle contro Cagliari, Verona e Udinese: tutto questo rischierebbe di aprire un caso. Da quando Simeone è tornato titolare, Zapata è invece tornato a inseguire la coppia formata dal Cholito e da Adams, ritrovandosi scavalcato pochi giorni fa pure dal più giovane Njie. Anche l’ex Primavera rischia di fargli compagnia in panchina, dopo essere stato schierato nel turno infrasettimanale*: «Njie sta crescendo, sta migliorando* - ha spiegato Baroni in conferenza stampa - ha sempre giocato da esterno e si sta calando in un ruolo diverso. Dopo Verona l’ho voluto premiare perché mi ha dato dei segnali importanti, se contro l’Udinese l’ho sostituito è perché stava patendo la loro fisicità».
Il rentro di Zapata
L’esigenza di tenere conto dei tanti impegni ravvicinati (stasera quella con l’Atalanta sarà la terza partita in sei giorni, poi martedì ci sarà anche la Coppa Italia) non porterà quindi a chissà quali stravolgimenti nel reparto avanzato. E questo impedirebbe a Duvan, anche stavolta, di strappare una maglia da titolare, lui che a cavallo tra novembre e dicembre - tra la sfida al Como e quella al Sassuolo - era partito dal 1’ per quattro volte in cinque incontri. La prima vera svolta della sua stagione era arrivata contro i lariani, quando Baroni lo aveva lanciato titolare, in una giornata in cui oltre al Cholito, già ai box, aveva dovuto dare forfait anche Adams. In quell’occasione ben 78 minuti, più della somma di tutti gli spezzoni fino a quel momento collezionati in stagione in Serie A dall’attaccante. Del resto nelle settimane precedenti Baroni aveva fatto intendere quanto fosse un problema di minutaggio a frenare la scalata di Zapata. Minutaggio che, vista anche la concorrenza, fino a quel momento non poteva essergli garantito. Duvan gioca ma ritrova anche il gol (col Milan): sembra l’inizio di una storia diversa, tutta da scrivere, poi però torna Simeone e pian piano l’argentino si riprende il posto. Se prima il problema era il campo, ora sembra diventata più una questione di brillantezza, come lo stesso Baroni ha sottolineato prima della trasferta di Verona*: «Zapata sta bene. Ha pagato un po’ le partite giocate, visto che viene da un lunghissimo stop. Ma per lui si tratta solamente di ritrovarsi, ci si può riuscire anche attraverso questi momenti di affaticamento. Sta bene, deve ritrovare brillantezza. Ci stiamo lavorando insieme».* Questione anche di scelte ovviamente, quelle che spettano all’allenatore: proprio nel momento in cui la forma fisica stava cominciando a dare una mano al giocatore ecco che i minuti diminuiscono e le occasioni di mettersi in mostra anche.
E sul mercato...
Tutto accade in un mese diverso dai precedenti, quello in cui il mercato è aperto e tutto è come sempre in discussione. E così, nel frattempo, si rincorrono le voci su possibili rinforzi pure in attacco: tra queste quella che vede i granata interessati allo svizzero Alessandro Vogt, classe 2005 in forza al San Gallo. C’è ovviamente da considerare anche l’impatto non di poco conto di Zapata sui conti del club: l’attaccante guadagna 2,5 milioni a stagione e quando era ancora infortunato - ad aprile - il Torino gli ha rinnovato il contratto fino al 30 giugno 2027. Panchine, mercato, una forma non ancora al top: per Duvan il ritorno a Bergamo - dove in 191 presenze totali ha siglato 82 gol - rischia di essere non dei più felici.
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