Un vertice di mercato c’è stato alla Continassa. Bisogna tornare indietro di qualche ora: venerdì è stato il giorno in cui parte tecnica e dirigenza si sono aggiornate. Era presente anche Damien Comolli, oltre naturalmente al nuovo ds Marco Ottolini: l’amministratore delegato ha ascoltato le esigenze di Luciano Spalletti. Espresse tra la vittoria col Sassuolo e l’imminente sfida di domani contro la Cremonese. Non è emerso molto di più rispetto ai piani dell’allenatore: un vice Yildiz e un elemento virtuoso in mezzo al campo che possa ricoprire più ruoli (essenzialmente un clone di McKennie), visto che per la punta centrale la Juve preferisce attendere aggiornamenti sulle condizioni di Dusan Vlahovic (aleggia sempre l’ombra di Lucca del Napoli, riproposto a Ottolini). Solo dopo Cagliari il club scioglierà le riserve su un nuovo numero 9. Il summit alla Continassa si è sviluppato intorno ad un concetto chiave: nella rosa bianconera attuale si aggiungeranno, eventualmente, soltanto giocatori che possano alzare il livello. Altrimenti meglio non rischiare di sconvolgere equilibri faticosamente trovati nelle ultime settimane. I nomi sul taccuino di Marco Ottolini, in costante contatto con Damien Comolli, sono diversi. Ma nelle ultime ore sta avanzando un’ipotesi di scambio col Milan: Ruben Loftus-Cheek in bianconero, Federico Gatti in rossonero.
Alla Juve troverebbe un contesto ideale per mettersi in mostra
Un asse che si svilupperebbe sulla base di due prestiti fino a fine stagione. Ci stanno pensando i due club, ci stanno ragionando i due giocatori e ci riflettono pure i due allenatori, i più convinti di tutti a muoversi in questa direzione. Partendo dalla Juve, il punto di vista di Spalletti è chiarissimo: Lucio è uno storico estimatore di Loftus-Cheek, già apprezzato quando allenava il Napoli. La pensa esattamente come Maurizio Sarri, che qualche giorno fa ha tentato una manovra disperata per portarlo alla Lazio, ricevendo un secco no. L’ipotesi non scalda l’inglese, che il 23 gennaio compirà 30 anni: avrebbe riabbracciato volentieri il suo ex allenatore ai tempi del Chelsea, ma la destinazione non è considerata di suo gradimento. Ma Loftus-Cheek non si è assolutamente tolto dal mercato, anzi. Vuole giocare di più, non ci sono dubbi. Al Milan gli spazi sono limitati. Allegri lo apprezza, ma il centrocampo è fin troppo folto e le possibilità di giocare non sono molte. Non con la continuità che chiede l’inglese, che desidera ad ogni costo andare ai Mondiali: da qui a giugno deve convincere Tuchel a portarlo negli Stati Uniti. Missione non semplice. Alla Juve, però, troverebbe un contesto ideale per mettersi in mostra anche in Europa: l’arretramento di Koopmeiners in difesa riduce le soluzioni in mezzo al campo. La spremitura di McKennie funziona, ma è rischiosa. Loftus-Cheek avrebbe una duttilità gradita all’allenatore: può agire nei due in mezzo, a destra nel 4-2-3-1 o anche alle spalle della punta centrale, un ruolo ricoperto con successo da Miretti a Reggio Emilia. Anche sul piano della fisicità è il prototipo perfetto per Spalletti, che non avrebbe alcun problema ad inserirlo tatticamente nel sistema che ha iniziato ad adottare dalla sfida contro il Lecce.
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